Il Coronavirus stritola il mondo:  un terzo della popolazione chiusa in casa
Il Coronavirus stritola il mondo: un terzo della popolazione chiusa in casa

Il presidente americano Donald Trump: "Riapriamo dopo Pasqua"

Cescono i contagi e gli isolati per coronavirus nel mondo: 2,5 miliardi di persone, quasi un terzo di tutta la popolazione, sono costrette a casa per le restrizioni adottate dai governi contro la pandemia, i contagi sono arrivati al tetto dei 410mila, con oltre 18mila morti. L'epicentro dall'Asia si è spostato in Europa, per poi allargarsi sempre più agli Stati Uniti. È tra Vecchio continente e Usa, rileva l'Organizzazione mondiale della sanità, che si concentra l'85% dei nuovi casi.

Negli Stati Uniti i contagi sono arrivati a 50mila, 600 i morti. Ad allarmare è soprattutto la situazione nello Stato di New York, dove i casi sono 26mila, più della metà del totale, e i decessi oltre 200. Le nuove infezioni "raddoppiano ogni tre giorni", l'allarme lanciato dal governatore Andrew Cuomo, secondo cui per il picco mancano ancora 2/3 settimane. Il governatore democratico ha anche polemizzato a distanza con Trump: "Se si tratta di salute pubblica rispetto all'economia, l'unica scelta è la salute pubblica. Non puoi dare un valore alla vita umana". Il presidente Usa insiste invece sulla necessità di allentare le restrizioni e sul fatto che il paese "vuole tornare a lavoro". Di più: il tycoon si è spinto a lanciare una previsione: "Mi piacerebbe riavere il paese aperto per Pasqua". Cioè il 12 aprile. Una tempistica in contraddizione non solo con quelle degli esperti, ma della sua stessa amministrazione. Secondo il generale Mark Milley, capo degli stati maggiori congiunti, i modelli mostrerebbero che il paese potrebbe aver "superato" la crisi del coronavirus "probabilmente alla fine di maggio, giugno. Forse si potrebbe arrivare fino a luglio". Trump, da parte sua, insiste sull'argomento che "perdiamo migliaia e migliaia di persone all'anno a causa dell'influenza, non chiudiamo il paese", idem per le vittime causate dagli incidenti automobilistici; una recessione sarebbe un male peggiore, "perderemo più persone rispetto alla situazione così come la conosciamo". Intanto, un uomo è morto in Arizona dopo aver ingerito fosfato di clorochina, sostanza usata nei farmaci antimalarici e che il presidente ha elogiato come presunta cura, inducendo Anthony S. Fauci, virologo della task force della Casa Bianca contro il coronavirus, a smentirlo.

Trump ha anche chiesto supporto per materiale medico alla Corea del Sud, uno dei focolai asiatici dove la situazione sta progressivamente migliorando. Il pericolo principale sono i casi 'importati dall'estero, come in Cina, che intanto ha allentato le restrizioni imposte sulla provincia dell'Hubei, anche se la capitale Wuhan, primo focolaio noto dell'epidemia, rimarrà in lockdown fino all'8 aprile. Quarantena anche in India, dove il primo ministro Narendra Modi ha decretato l'obbligo di rimanere a casa per 21 giorni per gli 1,3 miliardi di abitanti del Paese. La Thailandia ha invece dichiarato lo stato d'emergenza per un mese. Quanto all'Africa, nel continente 43 dei 53 Paesi hanno ormai registrato infezioni, per un totale di circa 1800. Il più colpito è il Sudafrica, con oltre 550 casi, che si prepara al lockdown da giovedì, mentre l'Egitto ha annunciato il coprifuoco dalle 19 alle 6 per due settimane.

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