Ictus, il Santa Maria Nuova di Firenza tra migliori centri europei
Ictus, il Santa Maria Nuova di Firenza tra migliori centri europei

Il riconoscimento è venuto dal Congresso della European Stroke Organization (Eso) che si è tenuto a Milano nel maggio scorso

Lo Stroke System della Asl Toscana centro all'avanguardia e la Stroke Unit di Santa Maria Nuova tra le migliori a livello europeo, unico 'centro diamante' italiano per la qualità delle cure dei pazienti colpiti da ictus. Il riconoscimento è venuto dal Congresso della European Stroke Organization (Eso) che si è tenuto a Milano nel maggio scorso. E ora il Centro di Santa Maria Nuova punta a qualificarsi anche tra i migliori centri a livello mondiale, in occasione del congresso della World Stroke Organization (Wso), che si terrà a Vienna nel 2020. Lo comunica in una nota la Regione Toscana, sottolineando che alla fine del 2016 la Regione ha approvato la Rete regionale Ictus, coordinata dal dottor Francesco Bellomo, che è costituita dall'insieme dei servizi che assicurano le risposte specifiche a livello della rete dell'emergenza-urgenza e delle strutture ospedaliere e territoriali. Sempre alla fine del 2016 nasce lo Stroke System della Asl Toscana, centro coordinato dal dottor Pasquale Palumbo, direttore dell'area aziendale malattie cerebrovascolari e degenerative. La mission dello Stroke System dell'Asl Toscana centro è migliorare la prognosi dei pazienti colpiti da ictus, incrementando il numero dei pazienti trattati in tempi sempre più rapidi con un percorso tempestivo, veloce e di alta qualità. Per garantire una buona riuscita del progetto sono necessari: l'informazione della popolazione di recarsi tempestivamente in ospedale quando hanno il sospetto di un ictus; la formazione continua di tutto il personale sanitario; le nuove tecnologie; le reti interospedaliere e il controllo di qualità.

 "In Toscana stiamo lavorando molto sulle reti - dice l'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -, soprattutto per quelle patologie per le quali il tempo è un fattore determinante: ictus, infarto, grandi traumi. Intervenire in tempi rapidi fa salvare vite e migliora sensibilmente il recupero dei pazienti. La Stroke Unit di Santa Maria Nuova, con il suo progetto pilota e i risultati che negli ultimi due anni sono andati sempre migliorando, è un esempio dell'efficacia di queste reti".

Nel 2018 inizia la collaborazione con la Angels Initiative che, supportato dalla European Stroke Organization (Eso) e dalla Stroke Alliance for Europe (Safe), ha lo scopo di incrementare il numero di ospedali attrezzati per la cura dell'ictus e di ottimizzare il percorso nelle Stroke Units esistenti. In Europa ogni 30 minuti un paziente colpito da ictus muore o rimane disabile a vita perché viene trattato nell'ospedale 'sbagliato', non attrezzato per la cura dell'ictus. La collaborazione con la Angels Initiative parte inizialmente come progetto pilota nell'ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze (primo incontro tra il dottor Roberto Carpi, direttore della Radiologia, la dottoressa Angela Konze, radiologa e la dottoressa Lorenza Spagnuolo, consulente Angels), con organizzazione di incontri di formazione multidisciplinari (Medicina d'Urgenza, Radiologia, Medicina Interna) e multiprofessionali (medici, inf ermieri e OSS, tecnici di radiologia), implementazione del protocollo di diagnostica per immagini con software di intelligenza artificiale in comodato d'uso (per accelerare e rendere più omogenea la valutazione delle immagini TC in urgenza) e simulazioni del percorso ictus in situ coordinate in parte da esperti nazionali. Vista la risonanza e i positivi risultati ottenuti, da giugno del 2018 tutta la Asl Toscana centro aderisce alla Angels Initiative, con programmi di formazione in tutti gli ospedali accreditati per il trattamento dell'ictus.

Dal 2017 al 2019, sottolinea ancora la nota della Regione, è notevolmente aumentato il numero dei pazienti con ictus trattati con trombolisi intravenosa e si è nettamente ridotto il tempo 'door to needle' (tempo che intercorre dall'ingresso del paziente in ospedale alla somministrazione del farmaco trombolitico). Prendendo come esempio l'ospedale di SMN, nel 2017 sono stati trattati 29 pazienti con ictus ischemico acuto (il 14% di tutti i pazienti con ictus ischemico), con un tempo medio "door to needle" di circa 75 minuti; nel 2018 sono stati trattati 66 pazienti (circa il 30%), con un tempo medio 'door to needle' di circa 38 minuti; nel primo trimestre del 2019 è stato trattato circa il 50% dei pazienti con ictus ischemico acuto, con tempo medio 'door to needle' di 32 minuti.

I risultati incoraggianti di SMN sono stati ottenuti solo grazie alla collaborazione fra Regione, Asl Toscana centro e la Angels Initiative, sottolinea la Regione, e grazie alla collaborazione delle varie discipline e professioni (Medicina d'urgenza diretta prima dal dottor Mauro Pratesi e ora dal dottor Michele Lanigra, Radiologia diretta dal dottor Roberto Carpi con percorso coordinato dalla dottoressa Angela Konze, Medicina Interna diretta dal dottor Giancarlo Landini, personale infermieristico e OSS, tecnici di radiologia e personale tecnico e medico del laboratorio analisi).

 Dal 2017 al 2019, sottolinea ancora la nota della Regione, è notevolmente aumentato il numero dei pazienti con ictus trattati con trombolisi intravenosa e si è nettamente ridotto il tempo 'door to needle' (tempo che intercorre dall'ingresso del paziente in ospedale alla somministrazione del farmaco trombolitico). Prendendo come esempio l'ospedale di SMN, nel 2017 sono stati trattati 29 pazienti con ictus ischemico acuto (il 14% di tutti i pazienti con ictus ischemico), con un tempo medio "door to needle" di circa 75 minuti; nel 2018 sono stati trattati 66 pazienti (circa il 30%), con un tempo medio 'door to needle' di circa 38 minuti; nel primo trimestre del 2019 è stato trattato circa il 50% dei pazienti con ictus ischemico acuto, con tempo medio 'door to needle' di 32 minuti.

I risultati incoraggianti di SMN sono stati ottenuti solo grazie alla collaborazione fra Regione, Asl Toscana centro e la Angels Initiative, sottolinea la Regione, e grazie alla collaborazione delle varie discipline e professioni (Medicina d'urgenza diretta prima dal dottor Mauro Pratesi e ora dal dottor Michele Lanigra, Radiologia diretta dal dottor Roberto Carpi con percorso coordinato dalla dottoressa Angela Konze, Medicina Interna diretta dal dottor Giancarlo Landini, personale infermieristico e OSS, tecnici di radiologia e personale tecnico e medico del laboratorio analisi).

L'ictus cerebrale, che in Toscana colpisce ogni anno circa 9mila persone, fa parte delle patologie tempo-dipendenti perché ogni minuto conta in termini di sopravvivenza e di disabilità residua. Nell'ictus ischemico ogni minuto si perdono 1,9 milioni di neuroni e 12 km di fibre mieliniche e in un'ora di ictus non trattato si assiste all'invecchiamento di circa 3,6 anni. In Italia attualmente vive quasi 1 milione di persone con esiti di ictus, di cui il 30% con grave disabilità. La finestra terapeutica nell'ictus ischemico è molto stretta e il trattamento trombolitico intravenoso, per sciogliere il trombo che ostruisce il vaso, è consentito solo entro 4,5 ore dall'insorgenza dei sintomi.

L'ictus cerebrale, che costituisce un enorme problema socio-economico (30mila euro/anno per ogni paziente) e in un attimo cambia la vita al paziente, alla sua famiglia e ai suoi amici, oggi in molti casi è una patologia "trattabile". Per combattere l'ictus cerebrale, per la prevenzione, la terapia e la riabilitazione ci vuole un percorso ben organizzato e la stretta collaborazione fra sistema sanitario, istituzioni e associazioni, conclude la nota della Regione Toscana.

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