Francia, ritirati diversi modelli di protesi al seno: rischio tumore

La ministra Grillo chiede un parere urgente al Consiglio superiore di sanità

La Francia ha vietato "a titolo precauzionale" diversi modelli di protesi al seno sospettati di causare una rara forma di cancro. Lo conferma l'Agenzia nazionale dei prodotti sanitari (ANSM). L'agenzia, tuttavia, non raccomanda alle donne che già portano quei tipi di protesi di rimuoverle. Ad essere interessati dal divieto di "immissione sul mercato, distribuzione, pubblicità e utilizzo" sono sei produttori. La decisione, che riguarda "meno del 30% di tutte le protesi mammarie" commercializzate in Francia, mira a "ridurre l'esposizione delle donne agli impianti più ruvidi e testurizzati, che costituiscono un fattore di rischio", ha spiegato a Afp Christelle Ratignier-Carbonneil, vicedirettore generale dell'Ansm. Il provvedimento entrerà in vigore da venerdì 5 aprile ed è stato preso per "far fronte al significativo incremento, dal 2011, dei casi di linfoma anaplastico a grandi cellule associati all'uso di alcune protesi mammarie". Dato il basso rischio, però, non viene raccomandato l'espianto.

Dal 2011, su circa 500.000 donne con protesi mammarie in Francia, ci sono stati 56 casi di questa forma rara ma aggressiva di cancro. Quasi tutti i casi riguardavano donne con protesi a guscio testurizzato. Tre delle pazienti sono morte. Le protesi vietate includono diversi modelli del produttore americano Allergan Biocell. Gli altri produttori coinvolti sono Arion, Sebbin, Nagor, Eurosilicone e Polytech.

§La ministra della Salute Giulia Grillo "ha richiesto, di concerto con la Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, un parere urgente al Consiglio superiore di sanità in merito alle 'Protesi mammarie a superficie testurizzata e linfoma anaplastico a grandi cellule', anche alla luce della decisione delle autorità francesi di ritirare dal mercato tale tipologia di protesi. Il parere del CSS è stato richiesto per avviare eventuali opportune iniziative nei confronti dei fabbricanti coinvolti nella produzione dei dispositivi a rischio". 

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