Obesità, il botta e risposta fra Sio e Aifa su stile di vita e farmaci

Obesità, il botta e risposta fra Sio e Aifa su stile di vita e farmaci
Obesità (AP Photo/M. Spencer Green, File)

Dallo stile di vita alla rimborsabilità delle terapie: la querelle tra gli specialisti dell’obesità e il numero uno di Aifa

Nei giorni del Congresso dell’Easd a Milano tiene banco la polemica tra Società italiana dell’obesità (Sio) e Aifa (Agenzia italiana del farmaco) su questa patologia cronica e sul percorso di rimborsabilità delle incretine, farmaci blockbuster utilizzati ormai anche per perdere solo qualche chilo. 

“L’obesità è una malattia cronica, multifattoriale e complessa per la quale vanno considerati percorsi integrati che possono prevedere interventi di diversa natura, dai farmaci alla modifica degli stili di vita e delle abitudini alimentari, all’esercizio fisico, sempre sotto il diretto controllo clinico e con il supporto di specialisti. La guida che Aifa ha realizzato su diabete, obesità e nuovi farmaci lo evidenzia in modo chiaro e al contempo mette in guardia da un uso off label, senza il monitoraggio del medico”, puntualizza in una nota il presidente Aifa, Robert Nisticò. Ma che cosa è successo?

Le parole sull’obesità contestate dagli specialisti

Nel mirino del presidente degli specialisti dell’obesità c’è un’intervista recente di Nisticò a “PresaDiretta” su Rai3. “Il fatto che il presidente Aifa abbia dichiarato che sono iniziati ragionamenti sulla possibilità di rimborsare le terapie almeno per le categorie di pazienti a maggiore rischio è un segnale importante, che accogliamo positivamente”, ha detto Silvio Buscemi. Il presidente Sio, può, giudica “gravi” altre affermazioni ascoltate. 

“L’obesità è una malattia cronica, progressiva e recidivante, non una colpa individuale – ricorda – Gli stili di vita sono naturalmente una componente fondamentale della prevenzione e della terapia, ma sostenere che la maggior parte delle persone con obesità abbia semplicemente ‘stili di vita sbagliati’ significa riproporre quello stigma che per decenni ha ostacolato il riconoscimento e la cura della malattia”, scandisce poi Buscemi, smontando alcune affermazioni ascoltate in trasmissione.

La durata della terapia

Il numero uno Sio contesta inoltre le frasi sulla durata della terapia con incretine. “Se parliamo di una malattia cronica, non possiamo contemporaneamente stabilire un limite terapeutico che non trova riscontro nelle indicazioni regolatorie. La durata del trattamento deve essere stabilita dal medico, sulla base delle condizioni cliniche e della risposta del paziente”, dice Buscemi.

Qualche numero

Ma di che platea parliamo? Stando ai dati Istat l’11,6% degli adulti in Italia è affetto da obesità, per un totale di circa 5 milioni e 750mila persone.

Che cosa succede in Francia

D’altra parte in Francia dal 15 giugno le nuove terapie farmacologiche sono rimborsate per i pazienti con obesità più grave, attraverso criteri clinici rigorosi e un percorso prescrittivo specialistico. “L’esperienza francese dimostra che appropriatezza, sostenibilità economica e diritto alla cura possono convivere”, dice Buscemi.

Nisticò e il futuro dei farmaci anti-obesità in Italia

Dal canto suo, Nisticò interviene con alcune precisazioni: “Gli analoghi del Glp-1 e i doppi agonisti Gip/Glp-1 sono uno strumento terapeutico importante. In questo senso – conferma – stiamo lavorando anche in collaborazione con le società scientifiche e le associazioni dei pazienti per identificare criteri clinici di priorità per un accesso a questi trattamenti per particolari sottopopolazioni ad alto rischio, sempre in un contesto di sostenibilità per il Servizio Sanitario Nazionale”.

Ma il presidente Aifa invita anche a fare “attenzione all’uso off label, ovvero al di fuori delle indicazioni terapeutiche autorizzate. Difatti nei pazienti in sovrappeso senza comorbidità è bene ribadire come lo stile di vita rivesta un ruolo prioritario e il clinico dovrebbe valutare attentamente e periodicamente il profilo rischio-beneficio di questi farmaci, anche alla luce delle limitate conoscenze attuali su possibili effetti negativi a lungo termine”. 

Dunque dai vertici Aifa si conferma l’apertura alla rimborsabilità delle terapie per persone con obesità giudicate ad alto rischio, ma anche il monito contro l’assunzione di questi farmaci per perdere pochi chili. Un trend piuttosto diffuso, anche in Italia.

Obesità, il botta e risposta fra Sio e Aifa su stile di vita e farmaci
Silvio Buscemi presidente della Società italiana dell’obesità
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