Dopo anni di crescita e adattamento alle tante crisi geopolitiche globali, si accende più di un alert sulla sostenibilità industriale dei farmaci accessibili (equivalenti, biosimilari e fuori brevetto). Perchè se finora le imprese italiane hanno retto, riorganizzando processi e produzione, arriva un primo segnale di rallentamento. Attenzione: il comparto resta solido, con 6,8 miliardi di euro di ricavi e 11.792 addetti diretti, in crescita dell’1,9% in un anno. Ma la redditività si attesta al 2,8%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente.
È agrodolce la fotografia che arriva dall’XI Rapporto dell’Osservatorio sui Farmaci Accessibili di Egualia, realizzato con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato a Roma, all’Ara Pacis. “Le imprese dei farmaci accessibili hanno dimostrato una forte capacità di adattamento, continuando a investire, innovare e creare occupazione nonostante l’aumento dei costi”, spiega Lucio Poma, capo economista di Nomisma.
“Vediamo però un primo segnale di discontinuità nella redditività. In un mercato a prezzi regolati – ragiona Poma – l’efficienza ha un limite e non può compensare indefinitamente la crescita dei costi. È un segnale da non sottovalutare, perché nel tempo può tradursi in minori investimenti e in una progressiva riduzione dell’offerta”.

L’impennata dei costi di produzione dei farmaci
Facciamo un passo indietro. Tra il 2020 e il 2024 i costi di produzione sono cresciuti del 32,1%, spinti dall’aumento delle materie prime, +30,9%, e soprattutto dei servizi, +34,4%. Finora le imprese hanno compensato attraverso più efficienza, razionalizzazioni e trasformazione dei processi. Ma lo spazio di adattamento si sta progressivamente restringendo.
“La crescita della spesa farmaceutica e le difficoltà della filiera ci impongono di ripensare la governance, superando una logica concentrata prevalentemente sul contenimento dei costi”, chiarisce Daniela Bianco, partner The European House – Ambrosetti, Responsabile Health & Life Sciences Teah Group.

Lo stato di salute dei farmaci accessibili e le sfide all’orizzonte
“Lo stato di salute del settore è sicuramente buono – dice a LaPresse Riccardo Zagaria, presidente di Egualia – però non mancano preoccupazioni all’orizzonte, evidenziate bene dal rapporto. L’instabilità geopolitica ha portato sicuramente un aumento dei costi di produzione di circa il 30% negli ultimi anni. Ma c’è anche la crisi climatica, che impatta sui principi attivi di origine naturale. Questi sono tutti campanelli d’allarme: per mantenere in salute e profittevole un asset importante che offre risparmio ai cittadini, noi dobbiamo intervenire”.
Come? “Salvaguardando lo schema dei prezzi attuali, soprattutto per quanto riguarda quei farmaci il cui prezzo al pubblico è inferiore o uguale ai 10 euro. Medicinali che alcune multinazionali non vogliono più produrre. Non possiamo rischiare che, a causa di una revisione del prontuario, questi prezzi siano adeguati al ribasso”, scandisce Zagaria.

Un meccanismo in equilibrio delicato e i nodi della spesa
Innovazione e farmaci accessibili svolgono ruoli diversi ma complementari per il Servizio Sanitario Nazionale. “Serve una maggiore integrazione tra politica sanitaria e politica industriale, riconoscendo ai farmaci accessibili non solo il contributo alla sostenibilità della spesa, ma anche il loro valore strategico per la resilienza delle filiere e la sicurezza degli approvvigionamenti”, nota Bianco.
C’è poi un altro tema. Nel 2025 la spesa ospedaliera è aumentata del 5,2%, raggiungendo 13,1 miliardi di euro. A determinarne la dinamica sono soprattutto i farmaci ancora coperti da brevetto, che assorbono il 94,7% della spesa ospedaliera, mentre gli equivalenti incidono per appena il 2,1%.
Da una parte c’è l’innovazione, con volumi più contenuti e valori unitari elevati. Dall’altra i medicinali accessibili e fuori brevetto, che garantiscono grandi volumi di cura a prezzi contenuti e con margini industriali molto più bassi. Una differenza che, secondo l’Osservatorio, deve trovare spazio nella revisione della governance farmaceutica. Anche tenendo conto del fatto che – nel contesto europeo – l’Italia è tra i Paesi a più bassa diffusione di farmaci equivalenti.
Il nodo dei principi attivi e degli approvvigionamenti
La questione, comunque, è più ampia. Il 60-80% dei principi attivi utilizzati nei medicinali commercializzati in Europa viene prodotto prevalentemente in Cina e India. In uno scenario segnato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina e da crescenti tensioni geopolitiche, mantenere sostenibili le produzioni dei farmaci accessibili diventa una questione di sicurezza degli approvvigionamenti e di autonomia produttiva europea, dicono gli esperti dal meeting di Roma.
Farmaci e risparmi: una straordinaria opportunità
Tra il 2016 e il 2025 equivalenti, biosimilari e farmaci fuori brevetto hanno generato 8,2 miliardi di euro di risparmi, oltre 850 milioni nel solo 2025. E le nuove scadenze brevettuali previste tra il 2026 e il 2028 potrebbero liberare altri 1,2 miliardi di euro, creando nuove risorse per finanziare l’innovazione e i bisogni di salute. “Una straordinaria opportunità”, si legge nel report.
Le 4 richieste di Egualia per spendere meglio
Da qui le quattro richieste di Egualia in vista dei prossimi interventi sulla governance farmaceutica. Ovvero: adeguare i prezzi dei farmaci accessibili ed essenziali quando l’aumento strutturale dei costi ne compromette la sostenibilità; rendere pienamente operativi gli accordi quadro multi-aggiudicatario; rivedere il payback per i farmaci fuori brevetto già sottoposti alla competizione delle gare (“oggi siamo arrivati, dato consolidato per quanto riguarda il 2025, a dover pagare come comparto farmaceutico un payback alle regioni di 2,4 miliardi”, ricorda il presidente Egualia), e intervenire sulle forti ed ingiustificate differenze territoriali nell’utilizzo degli equivalenti (“la penetrazione del farmaco equivalente è sicuramente quasi la metà nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Nord”, puntualizza Zagaria).
Insomma, le imprese non chiedono di spendere di più, ma di creare le condizioni per spendere meglio. Tutelando farmaci che sono fra i più utilizzati dai cittadini, chiosa Zagaria.

