Farmaci accessibili in Italia, dopo anni di crescita la redditività rallenta

Farmaci accessibili in Italia, dopo anni di crescita la redditività rallenta
Farmaci accessibili Photo by: Andreas Franke/picture-alliance/dpa/AP Images

Il XI Rapporto dell’Osservatorio sui Farmaci Accessibili e le 4 richieste di Egualia per il futuro del settore

Dopo anni di crescita e adattamento alle tante crisi geopolitiche globali, si accende più di un alert sulla sostenibilità industriale dei farmaci accessibili (equivalenti, biosimilari e fuori brevetto). Perchè se finora le imprese italiane hanno retto, riorganizzando processi e produzione, arriva un primo segnale di rallentamento. Attenzione: il comparto resta solido, con 6,8 miliardi di euro di ricavi e 11.792 addetti diretti, in crescita dell’1,9% in un anno. Ma la redditività si attesta al 2,8%, 0,3 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente.

È agrodolce la fotografia che arriva dall’XI Rapporto dell’Osservatorio sui Farmaci Accessibili di Egualia, realizzato con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato a Roma, all’Ara Pacis. “Le imprese dei farmaci accessibili hanno dimostrato una forte capacità di adattamento, continuando a investire, innovare e creare occupazione nonostante l’aumento dei costi”, spiega Lucio Poma, capo economista di Nomisma.

“Vediamo però un primo segnale di discontinuità nella redditività. In un mercato a prezzi regolati – ragiona Poma – l’efficienza ha un limite e non può compensare indefinitamente la crescita dei costi. È un segnale da non sottovalutare, perché nel tempo può tradursi in minori investimenti e in una progressiva riduzione dell’offerta”.

Farmaci accessibili in Italia, dopo anni di crescita la redditività rallenta
Lucio Poma, capo economista di Nomisma

L’impennata dei costi di produzione dei farmaci

Facciamo un passo indietro. Tra il 2020 e il 2024 i costi di produzione sono cresciuti del 32,1%, spinti dall’aumento delle materie prime, +30,9%, e soprattutto dei servizi, +34,4%. Finora le imprese hanno compensato attraverso più efficienza, razionalizzazioni e trasformazione dei processi. Ma lo spazio di adattamento si sta progressivamente restringendo.

“La crescita della spesa farmaceutica e le difficoltà della filiera ci impongono di ripensare la governance, superando una logica concentrata prevalentemente sul contenimento dei costi”, chiarisce Daniela Bianco, partner The European House – Ambrosetti, Responsabile Health & Life Sciences Teah Group.

Farmaci accessibili in Italia, dopo anni di crescita la redditività rallenta
Daniela Bianco, partner The European House – Ambrosetti

Lo stato di salute dei farmaci accessibili e le sfide all’orizzonte

“Lo stato di salute del settore è sicuramente buono – dice a LaPresse Riccardo Zagaria, presidente di Egualia – però non mancano preoccupazioni all’orizzonte, evidenziate bene dal rapporto. L’instabilità geopolitica ha portato sicuramente un aumento dei costi di produzione di circa il 30% negli ultimi anni. Ma c’è anche la crisi climatica, che impatta sui principi attivi di origine naturale. Questi sono tutti campanelli d’allarme: per mantenere in salute e profittevole un asset importante che offre risparmio ai cittadini, noi dobbiamo intervenire”.

Come? “Salvaguardando lo schema dei prezzi attuali, soprattutto per quanto riguarda quei farmaci il cui prezzo al pubblico è inferiore o uguale ai 10 euro. Medicinali che alcune multinazionali non vogliono più produrre. Non possiamo rischiare che, a causa di una revisione del prontuario, questi prezzi siano adeguati al ribasso”, scandisce Zagaria.

Farmaci accessibili in Italia, dopo anni di crescita la redditività rallenta
Riccardo Zagaria presidente di Egualia

Un meccanismo in equilibrio delicato e i nodi della spesa

Innovazione e farmaci accessibili svolgono ruoli diversi ma complementari per il Servizio Sanitario Nazionale. “Serve una maggiore integrazione tra politica sanitaria e politica industriale, riconoscendo ai farmaci accessibili non solo il contributo alla sostenibilità della spesa, ma anche il loro valore strategico per la resilienza delle filiere e la sicurezza degli approvvigionamenti”, nota Bianco.

C’è poi un altro tema. Nel 2025 la spesa ospedaliera è aumentata del 5,2%, raggiungendo 13,1 miliardi di euro. A determinarne la dinamica sono soprattutto i farmaci ancora coperti da brevetto, che assorbono il 94,7% della spesa ospedaliera, mentre gli equivalenti incidono per appena il 2,1%.

Da una parte c’è l’innovazione, con volumi più contenuti e valori unitari elevati. Dall’altra i medicinali accessibili e fuori brevetto, che garantiscono grandi volumi di cura a prezzi contenuti e con margini industriali molto più bassi. Una differenza che, secondo l’Osservatorio, deve trovare spazio nella revisione della governance farmaceutica. Anche tenendo conto del fatto che – nel contesto europeo – l’Italia è tra i Paesi a più bassa diffusione di farmaci equivalenti.

Il nodo dei principi attivi e degli approvvigionamenti 

La questione, comunque, è più ampia. Il 60-80% dei principi attivi utilizzati nei medicinali commercializzati in Europa viene prodotto prevalentemente in Cina e India. In uno scenario segnato dalla competizione tra Stati Uniti e Cina e da crescenti tensioni geopolitiche, mantenere sostenibili le produzioni dei farmaci accessibili diventa una questione di sicurezza degli approvvigionamenti e di autonomia produttiva europea, dicono gli esperti dal meeting di Roma.

Farmaci e risparmi: una straordinaria opportunità

Tra il 2016 e il 2025 equivalenti, biosimilari e farmaci fuori brevetto hanno generato 8,2 miliardi di euro di risparmi, oltre 850 milioni nel solo 2025. E le nuove scadenze brevettuali previste tra il 2026 e il 2028 potrebbero liberare altri 1,2 miliardi di euro, creando nuove risorse per finanziare l’innovazione e i bisogni di salute. “Una straordinaria opportunità”, si legge nel report.

Le 4 richieste di Egualia per spendere meglio

Da qui le quattro richieste di Egualia in vista dei prossimi interventi sulla governance farmaceutica. Ovvero: adeguare i prezzi dei farmaci accessibili ed essenziali quando l’aumento strutturale dei costi ne compromette la sostenibilità; rendere pienamente operativi gli accordi quadro multi-aggiudicatario; rivedere il payback per i farmaci fuori brevetto già sottoposti alla competizione delle gare (“oggi siamo arrivati, dato consolidato per quanto riguarda il 2025, a dover pagare come comparto farmaceutico un payback alle regioni di 2,4 miliardi”, ricorda il presidente Egualia), e intervenire sulle forti ed ingiustificate differenze territoriali nell’utilizzo degli equivalenti (“la penetrazione del farmaco equivalente è sicuramente quasi la metà nelle regioni del Sud rispetto a quelle del Nord”, puntualizza Zagaria).

Insomma, le imprese non chiedono di spendere di più, ma di creare le condizioni per spendere meglio. Tutelando farmaci che sono fra i più utilizzati dai cittadini, chiosa Zagaria.

© Riproduzione Riservata