Expo, l'esperta: Ecco come si possono 'alimentare' i geni
La ricercatrice Inail Elena Sturchio fa luce sull'importanza dell'epigenetica

Quanto conta la genetica per vivere in salute? E' possibile fare qualcosa per 'aiutare' i nostri geni a farci stare meglio?. Se ne è parlato oggi all'Expo, durante un incontro organizzato dal ministero della Salute sul tema dell'epigenetica. Elena Sturchio, ricercatrice Inail, insieme ai ragazzi romani del Liceo scientifico De Sanctis e dell'Istituto industriale Di Vittorio - Lattanzio, nello spazio scuole di padiglione Italia si è occupata di epigenetica e nutrizione. Con LaPresse l'esperta ha parlato dell'importanza di uno stile di vita sano per gli studenti.

Che cos'è l'epigenetica?

"Epigenetica vuol dire oltre la genetica, quindi è una nuova frontiera, una nuova scienza ed è il motivo per cui è importante trasmettere queste nuove conoscenze ai ragazzi. Quindi, sono tutti quei cambiamenti, non nella sequenza del Dna, ma di modulazione di espressione dei geni stessi".

Come si possono 'alimentare' i geni?

"Alimentare, scritto tra virgolette, vuol dire che il nostro stile di vita e quindi la nostra alimentazione può influenzare in qualche modo questi cambiamenti epigenetici. Nel filmato che abbiamo fatto vedere oggi ai ragazzi, si vedono due cromosomi omozigoti, quindi inizialmente identici. All'inizio della vita sono uguali, mentre alla fine del loro percorso di vita sono diversi per scelte di vita completamente diverse. Dunque, sono sottoposti e suscettibili a patologie differenti. Spesso nei gemelli può capitare che uno vada incontro a diabete, a obesità e l'altro sta bene: questo perché sono sottoposti dall'ambiente a stress, infiammazione ma anche alimentazione diversa, che può in qualche modo modificare il benessere dell'individuo. Quindi, è importante dare questo messaggio ai ragazzi, trasferirlo in una maniera semplice, chiara e con i sistemi che loro conoscono, multimediale o un'applicazione attraverso lo smartphone. Affinché il messaggio sia anche divertente perché poi, alla fine, nel realizzare il filmato, i ragazzi hanno anche avuto il piacere di realizzarlo. Sul nostro sito www.biotecnologiesicurezza.it si vede come si sono divertiti a realizzarlo e, sicuramente, da un tipo di apprendimento non formale che abbiamo voluto organizzare con loro, si arriva alla bellezza e al piacere del sapere, che attraverso la crossmedialità diventa un piacere condiviso".

Lei ha detto ai ragazzi: "Non siate santi, ma pensateci, pensateci". È una questione di buon senso?

"Le modifiche epigenetiche sono reversibili. Non è che se si fuma un giorno, il giorno dopo c'è la modifica del Dna e, sicuramente, si avrà un tumore al polmone. Non è questo il senso, non è questo che vogliamo raccontare. Però uno stile di vita sano vuol dire che un comportamento nel lungo tempo sia il più possibile sano. Questo volevamo dire ai ragazzi".

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