Coronavirus, Villafrati è zona rossa: nel comune siciliano oltre 60 contagi in una casa di riposo
Coronavirus, Villafrati è zona rossa: nel comune siciliano oltre 60 contagi in una casa di riposo

Altri due comuni isolati: Agira, in provincia di Enna, e Salemi nel Trapanese,

 La Sicilia si blinda contro il coronavirus. Sull'isola sono tre i comuni dichiarati 'zona rossa': dopo Agira, in provincia di Enna, e Salemi nel Trapanese, alla lista si aggiunge anche Villafrati, alle porte di Palermo, dove l'allarme è scattato a seguito della scoperta di 62 casi positivi in una casa di riposo. I centri abitati sono quindi isolati: non è possibile accedere o allontanarsi dai territori comunali e le attività degli uffici pubblici sono sospese, a eccezione di quelli essenziali. Le restrizioni però non valgono per il personale sanitario e per coloro che sono impegnati nelle attività essenziali. E otto deputati dell'Assemblea regionale siciliana chiedono al presidente della Regione, Nello Musumeci, che lo stesso provvedimento venga preso anche per la città i Messina "per garantire la tutela della cittadinanza e per evitare una pericolosa recrudescenza dell'epidemia".

Al centro delle problematiche sull'isola continuano a esserci gli spostamenti e, in particolare, quelli che coinvolgono la sponda calabra dello stretto siciliano. Proprio qui Musumeci ha chiesto l'intervento del governo: "Ho fatto la rimostranza e la nota di protesta al ministro dell'Interno che ha collocato 85 uomini in divisa a Villa San Giovanni, perché bisogna gridare per avere i propri diritti in questa terra di Sicilia", lamenta, ricordano di avere ridotto da 22 a 4 le corse di traghetti. Diversi anche i presidi per i controlli da parte di forze dell'ordine e di personale sanitario e della protezione civile, attivati sull'A2 ai mezzi diretti agli imbarchi per la Sicilia. "A Villa san Giovanni - sottolinea Musumeci - i controlli vanno fatti in maniera seria. E' un problema di ordine pubblico, non sappiamo chi entra in Sicilia. Oggi non è sicuro stare in Sicilia per chi viene da fuori, non sappiamo che se chi sbarca sia portatore di virus. Non possiamo consentire che 8mila o 3mila persone al giorno possano transitare dalla Calabria alla Sicilia".

Al 24 marzo sono quasi 40mila le persone che, giunte sull'isola, si sono registrate sul portale della Regione ma ne mancherebbero ancora all'appello. E l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, quando i casi positivi ammontano a 799, ricorda che "molti contagi che stiamo registrando sono proprio dovuti ai casi di rientro". In tutta la regione, la previsione di contaminazione si attesta su una forbice tra i 4.500 e 7mila contagiati.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata