Coronavirus, stop a bollette e mutui nelle zone colpite: 21 morti
Coronavirus, stop a bollette e mutui nelle zone colpite: 21 morti

Alle 19.30 il Cdm con il decreto del governo. Fontana: "Emergenza a Lodi, 51 ricoveri" . Isolato ceppo italiano del virus, all'ospedale Sacco di Milano, si apre la strada alle cure e ai vaccini

Sono 821 i contagiati in Italia per il Coronavirus. Il nuovo dato è stato fornito dal commissario Angelo Borrelli. Il numero tiene conto anche delle 21 vittime, 4 in più di ieri, e dei pazienti guariti. Dei 21 morti, 17 sono in Lombardia, gli ultimi tre oggi. In Emilia Romagna i casi positivi salgono a 145, in Veneto sono 151.

Il dato incoraggiante è che 45 persone sono guarite, la maggior parte in Lombardia, la regione più colpita. Intanto una buona notizia arriva dall'ospedale Sacco di Milano che è riuscito a isolare il ceppo italiano del coronavirus. Una svolta importante che avrà effetti sui test. Un fatto "positivo", lo ha definito il vicepresidente della Regione Lombardia Fabrizio Sala in conferenza stampa a Milano.

"Nel prossimo consiglio dei ministri un provvedimento che introduce le sospensioni delle bollette luce, acqua e gas, e la sospensione del pagamento delle rate dei mutui, dei provvedimenti di accertamento, di adempimenti fiscali e tributari, ma soprattutto l'innalzamento a 750 milioni di euro del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese della zona rossa direttamente colpite dal fermo di produzione. Si va incontro all'esigenza maggiore segnalata da tutte le associazioni di categoria, consentire alle imprese di avere liquidità". Così il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli prima del Cdm che in serata ha varato il decreto.

Torna a destare preoccupazione la situazione nella zona rossa della Lombardia. "Purtroppo questa notte è scoppiata un'altra emergenza a Lodi. A Lodi improvvisamente nel pomeriggio di ieri c'è stata un affollamento di ricoveri: 51 ricoveri gravi di cui 17 in terapia intensiva. Lodi non ha un numero sufficiente di camere di terapia intensiva per cui sono stati trasferiti in altre terapie intensive della Regione". Lo ha detto il governatore della Lombardia Attilio Fontana, intervistato da Mirta Merlino a 'L'Aria che tira'. "Se si ridesse meno della mascherina e si guardasse il problema più attentamente credo che sarebbe saggio", ha aggiunto Fontana.

"Siamo e continuiamo ad essere un Paese sicuro", ha detto il commissario per l'emergenza del coronavirus Angelo Borrelli che ha rivendicato la massima trasparenza nell'azione della Protezione civile e ha precisato che "nulla di sbagliato è stato fatto" sui tamponi a tappeto. "Abbiamo seguito un criterio di massima precauzione, i controlli sono stati fatti in alcune aree per delimitare la zona del focolaio". Una risposta alle critiche sollevate da Walter Ricciardi dell'Oms, da due giorni consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza che ha puntato il dito contro la decisione di effettuare i test anche alle persone asintomatiche. Da Ricciardi oggi è arrivata la notizia che i casi di infezione registrati in Veneto, ad oggi 111, sono riconducibili allo stesso focolaio della Lombardia. "Abbiamo trovato la nota di congiunzione", ha riferito Ricciardi.

Intanto le Regioni cercano di tornare alla normalità. Il governatore del Veneto Luca Zaia sta valutando di riaprire le scuole lunedì. Mentre la Liguria aspetterà domenica per prendere una decisione. Nelle Marche invece il Tar regionale ha sospeso in via cautelare l'ordinanza del governatore Luca Ceriscioli che aveva disposto la chiusura di scuole, musei, e inibito tutte le manifestazioni pubbliche di qualsiasi natura fino al 4 marzo 2020 perché al momento dell'emissione non c'erano casi di contagio. Crescioli ha quindi deciso di emettere una seconda ordinanza visto che nel frattempo sono stati rilevati sei casi positivi nella regione. "Nel provvedimento abbiamo confermato le indicazioni e misure dell'ordinanza precedente", ha precisato il governatore.

 

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