Scuola. Ministro Azzolina: “Anno scolastico salvo ma gli esami saranno veri”
Scuola. Ministro Azzolina: “Anno scolastico salvo ma gli esami saranno veri”

Verso riapertura non prima di Pasqua. "Valutiamo tutti i possibili scenari. Sono poi le autorità sanitarie a dettarci temppi e modi"

 

 "L'anno scolastico sarà salvo in qualsiasi caso. I nostri studenti non devono pagare l'emergenza che il Paese sta vivendo". E’ stata chiara la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, nel definire il perimetro di ciò che potrà/potrebbe accadere agli studenti italiani. “Stiamo valutando tutti i possibili scenari, ma saranno le autorità sanitarie a dirci esattamente quando i nostri studenti potranno tornare nelle scuole in sicurezza”, ha aggiunto. Al momento sono tre le ipotesi: la prima, e meno probabile, che lo stop sia allungato fino a dopo Pasqua; la seconda che sposta la ripresa delle lezioni a maggio; la terza porta addirittura la chiusura fino a giugno, sulla falsariga di quanto fatto dall’Irlanda, vale a dire alla conclusione dell’anno scolastico. Ipotesi, per l’appunto, perché di concreto non c’è nulla se non la determinazione a riaprire la scuole quando il rischio di contagio non sarà eliminato del tutto.

 

Detto questo, la volontà del Ministero e della stessa ministra è quello di dare una parvenza di normalità agli esami di terza media e alla maturità: “Stiamo pensando a diversi scenari, non posso dire come sarà, ma il Ministero si sta preparando a tutte le eventualità. Non abbiamo ancora parlato di commissioni interne o esterne: non mi piace la parola 'esame semplificato', perché significa sminuire quello che gli studenti stanno facendo. Gli studenti vogliono un esame serio che tiene in considerazione gli apprendimenti che in queste settimane si stanno portando avanti”, le parole di Azzolina che, comunque, lasciano presupporre una certa flessibilità nelle valutazioni.

 

Per adesso, insomma, gli studenti potranno imparare attraverso le video-lezioni, una didattica nuova che dovrà portare non solo all’insegnamento a distanza ma anche a voti a distanza. L’input del Ministero, infatti, è quello di fare in maniera che gli studenti siano valutati, pressappoco come se fossero regolarmente seduti al banco delle loro aule e non invece a casa.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata