Coronavirus, sale a 17 il numero dei contagi in Italia: 15 in Lombardia e 2 in Veneto
Coronavirus, sale a 17 il numero dei contagi in Italia: 15 in Lombardia e 2 in Veneto

Il contagio diffuso da un 38enne che era stato a cena con un collega tornato dalla Cina: infettata la moglie incinta. Il medico che ha visitato il contagiato è ricoverato con una polmonite. In isolamento 250 persone. La Regione Lombardia "blinda" 10 Comuni: 50mila persone nell'area di contenimento costrette a restare in casa. Il governatore Zaia: "Ricostruzione di tutte le attività sociali e dei contatti di queste persone"

Sale a 17 il numero dei contagi da coronavirus in Italia: 15 in Lombardia e 2 in Veneto. Un uomo di 38 anni di Codogno, in provincia di Lodi, è risultato positivo al test ed è stato ricoverato in condizioni serie in terapia intensiva. L'uomo non è stato in Asia, ma ha cenato a inizio febbraio con un amico rientrato dalla Cina, il quale ora è in isolamento all'ospedale Sacco di Milano, anche se è risultato negativo ai primi test. Contagiata anche la moglie del 38enne e altre tre persone. Ricoverato con polmonite il medico di base che ha visitato il 38enne. Quarantena per familiari, medici e infermieri. Il Ministero della Salute ha emesso un'ordinanza per l'isolamento in quarantena obbligatorio per chi è entrato in contatto con il caso positivo e, al momento, sono 250 le persone poste in isolamento. Individuate due strutture per la quarantena a Milano e a Piacenza.

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha invece emesso una nota in cui invita "tutti i cittadini di Castiglione d'Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali". "Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori – continua ancora Gallera – l'indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio".

Le due persone venete positive al coronavirus sono di Vo' Euganeo, in provincia di Padova, e hanno 78 e 67 anni. I due casi sono stati confermati dal ministro della Salute, Roberto Speranza, in una conferenza stampa a Milano. Si attende comunque la conferma definitiva del contagio con gli esami dell'Istituto Spallanzani di Roma. Le due persone frequentavano lo stesso bar e sarebbero stati ricoverati 15 giorni fa all'ospedale di Monselice. "Siamo preoccupati. Ho parlato col sindaco di Vo' Euganeo per adottare tutte le misure: chiusura delle scuole, degli esercizi commerciali, cercando di ricostruire tutte le attività sociali e i contatti che queste persone hanno avuto per capire qual è il livello di cordone sanitario da mettere in atto", ha dichiarato il governatore del Veneto, Luca Zaia, parlando dei due casi. "Non bisogna diffondere il panico - ha aggiunto - ma la prima regola è l'isolamento".

È invece risultata negativa ai test la paziente ricoverata questa mattina nel reparto di Malattie Infettive dell'Ospedale di Piacenza, collega del primo paziente risultato positivo, dipendente della Unilever di Lodi. Lo ha reso noto la Regione Emilia-Romagna.

Il premier Giuseppe Conte invita tutti a mantenere la calma e a evitare allarmismi. "Eravamo preparati a questa evenienza trattandosi di un virus. Abbiamo un piano e lo stiamo attuando. Adotteremo misure sempre più severe nel segno della massima precauzione", ha dichiarato il presidente del Consiglio, aggiungendo: "Ma stiamo verificando tutti i casi delle persone che sono entrare in contatto con i contagiati. Il numero potrebbe aumentare di qualche ulteriore caso. Non ce lo auguriamo, ma l'importante è circoscrivere e adottare tutte le misure per evitare la diffusione".

L'Italia ha le "carte in regola" per affrontare i contagi da nuovo coronavirus. "Ha un sistema sanitario eccellente e le misure messe in campo sono molto forti. Ci sono le condizioni per gestire al meglio la situazione dentro a una sinergia istituzionale", ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza. "È pronta un'ordinanza che metterà in campo iniziative immediate per circoscrivere l'area dove si è sviluppato questo cluster. Un piano che ha chiaramente delle immediate scelte, che riguardano il territorio che è stato circoscritto, perché l'obiettivo essenziale è quello di circoscrivere quest'area", ha aggiunto Speranza. L'ordinanza prevede nell'area in questione la sospensione delle attività lavorative delle imprese e delle attività scolastiche e ludiche.

Buone notizie intanto arrivano dallo Spallanzani di Roma. Il giovane ricercatore italiano, caso confermato di COVID-19, è ormai risultato persistentemente negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus. Il giovane studente, preso in carico dal nostro Istituto circa una settimana fa, negativo ai test per la ricerca del nuovo coronavirus, continua l'osservazione. Mantiene uno stato di serenità e di buon umore ed è in contatto costante con la famiglia". È quanto si apprende dal bollettino medico dell'ospedale Spallanzani di Roma. Il ricercatore italiano contagiato e negativo al test è guarito? "Sostanzialmente sì", ha detto il direttore dello Spallanzani Francesco Vaia, rispondendo a margine della lettura del bollettino medico.

"Se Conte non è in grado di garantire la salute pubblica di chi vive e lavora in questo splendido Paese, si faccia da parte e lasci lavorare chi lo sa fare". Così il leader della Lega, Matteo Salvini, in una diretta Facebook, commentando le ultime notizie sul coronavirus. "Prevenire è meglio che curare. In questi momenti la politica dovrebbe unirsi e non dividersi", ha aggiunto. "L'appello che la politica tutta dovrebbe fare è controllare, verificare chi entra e chi esce, chi va e chi viene, amici e collaboratori. Non è il momento, quando c'è in ballo quella che l'Oms definisce un'epidemia mondiale, di avere paura e fare finta di niente. Uno Stato che si rispetti ha il dovere di difendere la salute dei propri cittadini. Non da senatore, ma da papà, da uomo ed ex ministro, pretendo di sapere chi entra e chi esce, legalmente e illegalmente, dal nostro Paese. Ascoltiamo la comunità scientifica: blindiamo, sigilliamo i nostri confini. È meglio controllare adesso che piangere dopo. Non vorrei essere cattivo profeta, ma se gli sbarchi solo via mare, da gennaio a oggi, sono aumentati dell'800%. Dio non voglia, ne basterebbe uno fra quei 2mila portatore di virus... poi con chi se la prendono i fenomeni di sinistra? Coi fascioleghiti".

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