Coronavirus, primo morto a New York, raddoppiano le vittime in Gran Bretagna
Coronavirus, primo morto a New York, raddoppiano le vittime in Gran Bretagna

Si tratta di una donna di 82anni che aveva patologie respiratorie. Nel Regno Unito sono 21 i decessi

Prima vittima legata al coronavirus nella città di New York. A dare la notizia è il governatore Andrew Cuomo su Twitter.  "Sono rattristato di annunciare la morte correlata al Covid-19 di una donna di 82 anni a New York che aveva una malattia respiratoria preesistente (enfisema)", ha spiegato Cuomo. Secondo il New York Times la donna soffriva anche di altre patologie respiratorie. I casi confermati nello Stato di New York sono attualmente 421 di cui oltre 150 nella sola Grande Mela mentre negli States sono oltre 2.100 e riguardano 49 stati. Le vittime sono 48.

Lo stesso quotidiano diretto da Dean Baquet ha pubblicato nelle ultime ore un lungo articolo firmato da Sheri Fink che ha analizzato le proiezioni che il Center for Disease Control and Prevention (I centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, ndr) ha fatto sul coronavirus e su quale sarebbe lo scenario peggiore negli Stati Uniti.

I numeri che ne vengono fuori sono da apocalisse qualora l’amministrazione americana non decida di mettere in piedi misure per rallentare il contagio. "Secondo una delle proiezioni, tra i 160 milioni e 214 milioni di americani potrebbero contrarre il virus durante l’epidemia che potrebbe durare mesi se non addirittura un anno", si legge nell’articolo che poi specifica che ci potrebbero essere tra i 200mila e 1,7 milioni di morti.

Ma non è tutto, perché questo tremendo scenario potrebbe essere aggravato dalla necessità di ricovero di milioni di americani in una forbice che l’American Hospital Association individua tra i 2,4 e i 21 milioni di cittadini. Dati che manderebbero in tilt il sistema sanitario nazionale che, secondo quanto scrive il Times, ha solo 925mila letti d’ospedale. Ovviamente, specifica il giornale di New York, si tratta del peggiore scenario tra quelli presi in considerazione e non tiene conto né delle misure messe in campo dall’amministrazione Trump né di quelle messe in piedi dai singoli governatori né tantomeno dei comportamenti dei singoli cittadini.

"Quando la gente cambia il proprio comportamento questi parametri non si possono più applicare", spiega al Nyt Lauren Gardner, professore associato della John Hopkins Whiting School of Engineering che crea modelli sulle epidemie secondo cui "c'è molto margine di miglioramento se agiamo in maniera appropriata".

Nel frattempo cresce anche in Europa il numero di contagi. In Spagna, dove il numero dei morti è salito a 132 con oltre 1500 contagi solo nell’ultimo giorno e più di 5mila in totale, il governo ha vietato ogni spostamento non dettato da cause di stretta necessità. In Gran Bretagna, che ha invece ha optato per un approccio diverso all’epidemia, raddoppia il numero delle vittime accertate: sono salite a 21 dalle 11 di ieri.

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