Coronavirus, Non meno di 25 miliardi. Il Premier Conte fissa la soglia per il nuovo decreto di aprile
Coronavirus, Non meno di 25 miliardi. Il Premier Conte fissa la soglia per il nuovo decreto di aprile

 Uno stanziamento non inferiore a 25 miliardi. Giuseppe Conte traccia la soglia necessaria ai fondi da destinare al decreto di aprile. Parlando in un emiciclo della Camera surreale, con pochi deputati, piazzati in postazioni strategiche e così lontani gli uni dagli altri da sembrare i puntini che si uniscono con la matita nella settimana enigmistica, il premier scorre la lista degli interventi messi in campo dalla sua squadra per contenere l'emergenza (sanitaria ed economica) coronavirus. Partendo dal ringraziamento a medici, infermieri e quanti stanno svolgendo un "lavoro straordinario per salvare vite degli altri": quando tutto sarà finito "non ci dimenticheremo di loro". Con un doveroso ricordo delle vittime: "Non avremmo mai pensato di vedere sfilare autocarri dell'esercito cariche di bare". Passaggio applaudito - per l'unica volta -, sia dai 'puntini' della maggioranza sia da quelli delle opposizioni.

 Conte parla ai deputati, ma sa che dagli schermi della televisione pubblica le sue parole arrivano nelle case di ogni italiano. "Stiamo combattendo un nemico invisibile, insidioso, che divide le nostre famiglie e ci fa sospettare anche di mani amiche". È consapevole, e lo dice, che l'emergenza sta sfaldando i nostri punti fermi: "E' una sfida sanitaria, economica, sociale che ci coinvolge tutti, nessuno escluso". Ma proprio per questo, premettendo che la responsabilità principale è del governo, richiama tutti a non perdere di vista l'obiettivo principale.


 Richiamo trasferibile anche alla politica, quando cita "I Promessi sposi" di Alessandro Manzoni ("del senno del poi son piene le fosse") e si domanda: "Siamo all'altezza del compito che il destino ci ha riservato?". Ma sarà "la storia, domani, a giudicarci. Verrà il tempo dei bilanci, delle valutazioni su quello che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto", oggi "è il tempo dell'azione". Lo spazio per modificare il 'Cura Italia' è all'osso, se ne riparlerà col prossimo decreto di aprile, anche se il quantum ancora c'è. Le opposizioni (e Italia viva), pur criticando offrono collaborazione, a patto che a Palazzo Chigi qualcuno ascolti le loro proposte. Mentre il Pd propone un tavolo permanente con la minoranza e il M5S punta sulla Bce e boccia il Mes come strumento di salvataggio. Serve liquidità per imprese e famiglie e soldi freschi per pagare le spese più urgenti, come i macchinari per approntare nuove terapie intensive ("in pochi giorni sono passate da 5.343 a 8.370, con un incremento del 63,8%") e altri posti letto attrezzati ("sono aumentati da 6.525 a 26.169, oltre 4 volte di più"). Ma anche per mascherine e guanti, i cui prezzi sono schizzati alle stelle attirando "intermediari poco trasparenti e propensi anche a truffe internazionali".

Gli stanziamenti serviranno a reclutare di medici e infermieri (ne arriveranno circa 500 nelle zone più colpite nei prossimi giorni, assicura il premier). Ma vanno protetti "con ogni mezzo" anche gli asset più preziosi, ecco perché il governo lavora a un rafforzamento della golden power. Senza dimenticare che un ruolo fondamentale lo rivestono Europa e comunità internazionale. Conte e i leader di Francia, Belgio, Irlanda, Lussemburgo, Grecia, Spagna, Slovenia e Portogallo, hanno scritto al presidente del Consiglio d'Europa, Charles Michel, per chiedere nuovi strumenti fiscali di sostegno. E alla Camera spiega di essere al lavoro per creare "strumenti di debito comuni dell'Eurozona". I coronavirus che proprio non vanno giù ad Angela Merkel. L'ultimo appunto è sempre per "gli altri Paesi", perché sarebbe "inaccettabile" se tutti non si adeguassero al regime restrittivo per bloccare il virus, rischiando di esporre l'Italia a un contagio di ritorno: sarebbe una "iattura".

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