Coronavirus, Miraggio estate. Balneari: Impossibile aprire, spiaggia è aggregazione
Coronavirus, Miraggio estate. Balneari: Impossibile aprire, spiaggia è aggregazione

Gli addetti ai lavori di stabilimenti e spiagge: la distanza di sicurezza sul bagnasciuga non è praticabile 

 La spiaggia è incompatibile con il coronavirus. Il sospetto aleggiava da settimane di bocca in bocca. E la consapevolezza, quasi disperata, arriva direttamente dagli addetti ai lavori. Gli imprenditori del settore provano a reinventare ombrelloni e pattini per sopravvivere ai tempi del coronavirus. "Di riflessioni ne facciamo tante, sia perché abbiamo tanto tempo libero sia perché ognuno di noi vuole immaginare di avere un futuro, ma la verità è che siamo a disposizione dell'autorità sanitaria. Se ci diranno di aprire apriremo, se non avremo l'ok resteremo chiusi", spiega a LaPresse Antonio Capacchione, presidente del sindacato italiano balneari.

 Diversi gli italiani in lockdown che provano a immaginare un possibile - anche se diverso dal solito - periodo di relax sul bagnasciuga, pronti anche ad accettare piccole limitazioni. Capacchione, in realtà, li definisce "". La sua previsione è netta: "C'è chi suggerisce il distanziamento di lettini e ombrelloni - che sarebbe la cosa minore da fare -, chi di sanificare le attrezzature anche quotidianamente - e ci mancherebbe - ok le mascherine, ma se rimane l'esigenza del distanziamento sociale io credo sia praticamente impossibile l'apertura degli stabilimenti balneari. 'Aspettiamo le disposizioni sanitarie e speriamo in un'evoluzione positiva dei dati, altrimenti sarà davvero complicato salvagardare la salute in spiaggia, il luogo di aggregazione per antonomasia". E ancora: "L'Oms dice agli alberghi di chiudere gli spazi gioco per bambini. In spiaggia come fai a impedire ai piccoli di giocare?".

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