Coronavirus, in Spagna 12mila morti, prorogato stato di allerta
Coronavirus, in Spagna 12mila morti, prorogato stato di allerta

Ammalata la compagna di Boris Johnson

 Più di 1,2 milioni di contagi confermati, oltre 62mila mila morti: è il tragico bilancio della pandemia di Covid-19 nel mondo. I dati (della Johns Hopkins University) sono però guardati con scetticismo dagli esperti, perché fortemente sottostimati a causa di mancanza di test, casi con sintomi lievi non conteggiati e governi che vogliono sminuire l'emergenza. Mentre i guariti sono quasi 240mila, la pressione sui sistemi sanitari resta altissima in molti Paesi europei. Alcuni dei quali, come le più colpite Italia e Spagna, faticano a proteggere il personale sanitario che è in prima linea nel contrasto alla malattia. Insieme, i soli due Paesi contano 250mila contagi, con un alto tasso d'infezione di medici e infermieri.

La in un giorno ha registrato 809 morti, portando il totale a quasi 12mila, mentre i casi sono saliti a quasi 125mila (più che in Italia), di cui 7.026 in un giorno. Il dato è in leggero calo rispetto al giorno precedente, diminuzione diventata tendenza e fonte della speranza che presto l'emergenza cominci a rientrare. Il Paese sta per concludere la terza settimana in stato d'emergenza, che il governo ha usato per fare restare a casa la cittadinanza e chiudere tutte le aziende non essenziali. Ma il premier Pedro Sanchez ha annunciato che sarà chiesta l'estensione sino al 26 aprile: "Lasciare indietro il picco era il primo obiettivo. Siamo vicini. Ora bisogna chiedere a tutti e tutte sacrificio, resistenza, per gli obiettivi successivi. Il prossimo è" far "calare i contagi in modo più deciso, finché i nuovi malati saranno meno dei guariti". Intanto, sono ormai più di 18mila gli operatori sanitari contagiati, il 15% del totale.

Nuovo tragico record invece nel Regno Unito, dove i consiglieri del governo guardano a un possibile allentamento del lockdown non prima di fine maggio. Mentre i contagi sono quasi 42mila, 708 persone sono morte in un giorno, il dato più alto sinora, portando il totale a 4.313. Tra loro anche un bambino di 5 anni, dopo che un 13enne è stato sepolto venerdì. E Carrie Symonds, la compagna del premier britannico Boris Johnson, ha annunciato di essere da giorni a letto con sintomi di Covid-19, seppur non testata. Symonds, incinta, ha definito la sua situazione "ovviamente preoccupante". Il premier è risultato positivo al virus la scorsa settimana, ha avuto sintomi lievi e resta in isolamento. La regina Elisabetta II interverrà domenica sulla pandemia, in un raro discorso. Nel frattempo, 300 ventilatori sono arrivati dalla Cina a Londra, mentre altri vengono realizzati nel Paese e saranno pronti entro il fine settimana.

Un salto deciso nel numero dei morti è arrivato venerdì notte in Francia: sono state conteggiate 1.416 persone decedute in 3mila case di riposo di cui mancavano i dati (ma ne mancano ancora molte altre). Con altri 441 decessi sabato, il totale è passato a 7.560. Dati diffusi mentre 160mila agenti sono stati dispiegati a controllare il rispetto delle misure di isolamento e distanziamento sociale, nei giorni che normalmente sarebbero l'inizio delle vacanze pasquali e in coincidenza con un fine settimana di temperature miti e bel tempo. Il ministro della Salute francese, Olivier Veran, ha fatto sapere poi che il governo sta valutando con gli esperti la possibilità che tutti i francesi indossino mascherine in pubblico. Ha anche aggiunto che Parigi lavora per ottenerne: "Dobbiamo essere in grado di produrle per le persone che non sono operatori di cura, per le persone cosiddetta in 'seconda linea', che sono in costante contatto con il pubblico".

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