Coronavirus, in Ferrari al via test virologico sui dipendenti
Coronavirus, in Ferrari al via test virologico sui dipendenti

L'obiettivo è quello di poter tornare al lavoro in sicurezza, spiega il dottor Maurilio Missere, a capo del dipartimento salute del cavallino rampante 

 Primo giorno di test nelle sedi della Ferarri di Maranello e Modena per tutti i dipendenti che, su base volontaria, vogliono prendere parte a uno studio virologico per stabilire con certezza se abbiano contratto o meno il covid-19. Lo screening, denominato 'Back on Track' ('Di nuovo in Pista', ndr.), è stato avviato dal Cavallino Rampante in collaborazione con Regione Emilia Romagna, le Asl di Modena e Reggio Emilia e grazie anche all'aiuto di un pool di virologi tra cui il professor Roberto Burioni. L'obiettivo è quello di poter tornare al lavoro in sicurezza, spiega il dottor Maurilio Missere, a capo del dipartimento salute della Ferrari, e di "creare una rete : più la rete è a maglie piccole, più il virus non passa".

Dottor Missere quante persone avete visitato nel primo giorno di test?

Abbiamo avuto circa 300 persone. Essendo una sperimentazione su base volontaria siamo stati contenti, perchè abbiamo avuto una adesione importate, dire plebiscitaria. C'è stato un grandissimo interesse per l'iniziativa, grande volontà di collaborare con la Ferrari a creare un'azienda sicura e quindi partecipare a questo tipo di valutazione.

Che percorso fanno i dipendenti che vogliono partecipare allo studio?

Quando arrivano vengono accolti dai nostri infermieri, che abbiamo formato e che li intervistano per sapere se hanno avuto sintomi sospetti, poi viene presa loro la temperatura. Poi se sono considerati pazienti già con dei sintomi suggestivi di malattia gli viene fatto l'esame ematico. Il nostro scopo è censire una popolazione di persone considerate sane che per la prima volta fanno il test. Per il momento abbiamo solo dati relativi ai tamponi fatti dalla Asl su persone malate mentre grazie al nostro studio sarà la prima volta che avremo dei dati su persone apparentemente sane. Questo ci permetterà di capire un po' meglio come si comporta il virus.

Avete trovato dipendenti asintomatici? E se sì in che percentuale.

I referti arrivano dopo circa 8 ore, quindi non ho ancora i risultati. Mi aspetto però una percentuale di persone asintomatiche simile a quella riscontrata dalla Asl di Bologna che due giorni fa ha fatto lo stesso test sierologico sul personale sanitario. Su 1000 un campione di 1000 persone ha avuto una positività dello 0,7%. I nostri pazienti non sono medici o infermieri, ma semplici cittadini che girano per la città, ma mi aspetto un dato più o meno simile se non più alto.

Chi risulta negativo o magari immunizzato perché ha già contratto il covid-19 e lo ha superato potrebbe già tornare al lavoro?

In accordo con la Asl di Modena, con la quale stiamo conducendo lo studio, anche le persone che hanno delle tracce di immonoglobuline di tipo G, che indicherebbero quindi una positività passata e una successiva guarigione, faranno il tampone proprio perché non esistono dati in letteratura sicuri e vogliamo essere estremamente certi di quello che facciamo e diciamo. Seguiamo i protocolli dettati dalla Asl perché i dati raccolti devono essere omogenei e vogliamo collaborare con loro per avere i migliori dati possibili.

In quanto tempo contate di finire i test? Saranno estesi anche ai familiari? E ai lavoratori dell'indotto?

In questa prima fase i test è riservato ai dipendenti, poi verrà esteso anche a tutti i familiari. Abbiamo una potenza di fuoco abbastanza importante, perché siamo in grado di fare fino a 800 prelievi al giorno. Vediamo quante saranno le adesioni, l'azienda supera i 4mila dipendenti, quindi contiamo a una settimana di fare tutto. Dopodiché si aprirà un'altra fase per tutti i fornitori. L'azienda vuole anche coinvolgere loro, se

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