Coronavirus, dilaga la disinformazione: le dritte per difendersi
Coronavirus, dilaga la disinformazione: le dritte per difendersi

Il sovraccarico di informazioni rende difficile  separare i fatti dalla finzione

La pandemia da coronavirus causa un sovraccarico di informazioni, rendendo difficile a molte persone separare i fatti dalla finzione, le voci dai tentativi deliberati di disinformare. Sono circolati messaggi online su un lockdown globale, così come post che affermano donare il sangue sia un modo per effettuare il test, o ancora la teoria per cui le banane impedirebbero il contagio. Tutto falso. E queste falsità mettono in pericolo la salute pubblica, causano confusione e paura, e impediscono alle informazioni importanti di raggiungere le persone. Ecco alcune dritte su come separare i fatti dalla disinformazione.

- CERCATE LA FONTE. Siamo propensi a credere a ciò che ci dicono gli amici, è la natura umana. Ecco perché le voci si diffondono e la disinformazione viaggia sui social media. Ed ecco perché le catene di notizie false si diffondono: ciascuno l'ha sentito da un amico di un amico che conosce "qualcuno". Diffidate di informazioni che sembrano di grande portata ma non arrivano da fonti chiare e autorevoli, come autorità pubbliche, istituti di salute nazionali o internazionali (come l'Organizzazione mondiale della sanità). A volte i post online affermano che un politico abbia detto o fatto qualcosa: verificate con testate riconosciute e di rilievo, o sugli account verificati sui social media degli stessi politici.

- ISTITUTI SANITA' E OMS. Gli istituti nazionali sulla sanità e l'Oms sono tra le fonti più affidabili d'informazione sulla pandemia. Forniscono statistiche, consigli e linee guida. In Italia, si può consultare il sito web dell'Istituto superiore di sanità (Iss). Per Jessica Justman, esperta di malattie infettive della Columbia University, "non parliamo solo di disinformazione, ma anche di mancanza di buona informazione", quindi "andate direttamente alla fonte". Inoltre, attenzione a chi usa l'autorevolezza dei grandi istituti per diffondere informazioni false o carenti.

- COMPORTATEVI COME GIORNALISTI. Verificate i contenuti. Attenzione alle informazioni da gruppi e testate che non conoscete, in alcuni casi chi vuole spargere disinformazione crea siti web e account social media che somigliano a testate vere e autorizzate. Ricordate che c'è differenza tra una notizia e un pezzo d'opinione. Le notizie includono la fonte dell'informazione: se manca, siate sospettosi. Oltre a cercare fonti autorevoli, i giornalisti cercano anche conferma da fonti multiple. Inoltre, se una testata è inizialmente sola dare una notizia importante, a breve altre seguiranno. Se ciò non succede, dubitate.

- PRENDETEVI UNA PAUSA, RIFLETTETE. Nel 2018 i ricercatori del MIT hanno rilevato che le notizie false viaggiano molto più velocemente di quelle vere: sono confezionate per attirare l'attenzione sfruttando le emozioni di chi legge, come la paura. Si diffondono velocemente anche perché sono ritwittate, non solo a causa dell'attività dei bot. Prima di ripubblicare un titolo clamoroso, prendetevi una pausa e riflettete. Questo potrebbe risparmiarvi futuro imbarazzo ed evitarvi di diffondere notizie false.

- NON CREDETE A TUTTO. Troll e altri attori che sfruttano la paura usano varie tecniche per seminare confusione. I falsi articolo sono solo una di esse. Foto e video possono essere alterati, immagini vere presentate fuori contesto. Di nuovo: cercate la fonte. Tramite Google potete risalite all'origine di una foto. Per i video, guardate chi li ha caricati: un utente singolo? Una testata? Un'istituzione?

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