Coronavirus, Boccia risponde a Confindustria:  "Con salute a rischio, non c'è sviluppo"
Coronavirus, Boccia risponde a Confindustria: "Con salute a rischio, non c'è sviluppo"

Il ministro oggi a Milano: "Fase 2 con linee guida omogenee, ora ridurre contagi"

In merito alla riapertura dopo il fermo obbligato per l'emergenza Coronavirus, interviene il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia, inviando un messaggio a Confindustria che vuole la ripartenza, in tempi stretti. "Il Governo ha le idee chiare e dobbiamo mettere in sicurezza il Paese. Con la salute a rischio, non c'è economia e non c'è sviluppo" ha detto da Palazzo Marino a Milano. "Le esigenze di Confindustria ed Assolombarda sono di tutto il Paese, cioè di avere un quadro chiaro con le modalità con cui si ripartirà. Oggi il 33-34% delle attività sono in funzione, si tratta delle filiere che ci consentono di proseguire. Quelle che si sono fermate dieci giorni fa circa aspettano come tutti noi, poi ci sarà una cabina di regia che avrà all'interno tutti. Confindustria potrà darci un contributo importante, ma la priorità è mettere in sicurezza il Paese" ha precisato Boccia.

"La fase 2 partirà quando ospedali e Paese saranno messi in sicurezza" ha aggiunto Boccia. "Abbiamo il dovere in questi giorni - ha aggiunto - di organizzare i nostri territori in maniera adeguata rispetto a quando si inizieranno a tirar su gli interruttori, centri Covid, test e tamponi, interventi sulle Rsa, nelle aree più popolari. Lo Stato nella sua interezza deve essere in grado di garantire al paziente che sia curato e seguito", anche "in alberghi. La Regione Lazio ha costituito 3mila posti, così stanno facendo altre Regioni, la Lombardia si sta organizzando. Tutto ciò e l'utilizzo della mascherina devono essere definite in linee guida che devono essere omogenee. Ora siamo ancora al lavoro h24 per ridurre i contagi", ha sottolineato il ministro.

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