Animali domestici per un italiano su 3, ma cresce la spesa per la cura

Animali domestici per un italiano su 3, ma cresce la spesa per la cura

Il report Eurispes certifica il legame tra gli italiani e gli animali domestici: cani e gatti al primo posto

Cani e gatti sono sempre più considerati membri della famiglia, ma mantenerli costa, e la situazione economica condiziona anche le scelte degli italiani. Nel 2026 un italiano su tre convive con almeno un animale domestico: il 17,6% ha un solo animale, il 7,6% ne ha due e l’8,5% tre o più. È quanto emerge dall’analisi della Fondazione Eurispes realizzata in vista della Giornata mondiale degli animali del 4 ottobre.

I dati degli ultimi anni

La quota del 2026 segna però una lieve flessione rispetto agli anni precedenti: nel 2024 era il 37,3% degli intervistati a dichiarare di possedere un animale, mentre nel 2025 la percentuale era salita al 40,5%. Guardando alla serie storica 2014-2026, la presenza degli animali nelle case italiane oscilla generalmente tra un terzo e quattro italiani su dieci, con picchi registrati in particolare nel 2016, nel 2021 e nel 2025. Il biennio pandemico aveva portato le percentuali al 39,5% nel 2020 e al 40,2% nel 2021, in una fase caratterizzata da lockdown e forte diffusione dello smart working.

La prevalenza di cani e gatti 

Cani e gatti restano i più diffusi. Nel 2026 il cane è presente nel 41% dei casi, mentre il gatto raggiunge il 37,1%. Seguono, molto più distanti, uccelli (4,1%), tartarughe (4%), pesci (3,3%), criceti (2%), rettili e conigli (1,6% entrambi), cavalli (1,2%) e animali esotici (1,1%). Il dato sui cani mostra inoltre una ripresa: la quota è aumentata del 4% rispetto al 2025, interrompendo il trend negativo iniziato nel 2023. Il gatto resta invece sostanzialmente stabile, dopo la parità con il cane registrata lo scorso anno.

Animali domestici per un italiano su 3, ma cresce la spesa per la cura

La spesa media per gli animali domestici

Il cambiamento nel rapporto con gli animali si riflette anche nella spesa. Nel 2026 il 57,9% dei proprietari spende tra 31 e 100 euro al mese per il proprio animale, mentre più di un quarto supera i 100 euro. Il 2,6% arriva oltre i 300 euro mensili e il 16% resta sotto i 30 euro. È una trasformazione significativa rispetto al passato: nel 2015 quasi la metà degli intervistati (45,9%) dichiarava una spesa inferiore ai 30 euro al mese. La fascia più bassa si è ridotta quindi drasticamente, mentre sono aumentate quelle medio-alte, anche per effetto dell’inflazione e dell’aumento dei prezzi.

L’alimentazione è la voce principale: il 50,8% dei proprietari spende più di 50 euro al mese. Anche le cure veterinarie incidono sul bilancio: il 30,9% cerca di mantenere la spesa sotto i 30 euro annui, il 40,1% si colloca tra 31 e 100 euro e quasi il 30% supera i 100 euro all’anno. Più contenute, invece, le spese per gli extra, come abbigliamento, giochi e dog sitter.

La situazione economica pesa anche sulla possibilità di accogliere nuovi animali. Secondo i dati Eurispes, nel 2025 il 23% dei possessori ha rinunciato a prendere altri animali a causa delle difficoltà economiche. Tra chi non possiede animali, l’11,4% dichiara inoltre di aver dovuto rinunciare a prenderne uno proprio per ragioni economiche

La provenienza degli animali 

Cambia anche la provenienza degli animali. Nel 2024 circa quattro italiani su dieci dichiaravano di aver accolto un animale salvandolo dalla strada oppure prendendolo in un canile o gattile. Nel dettaglio, gli animali raccolti in strada rappresentavano il 20,3% e quelli presi in canile o gattile il 19,4%. L’acquisto in negozio era invece fermo al 12,8%, in netto calo rispetto al 34,4% del 2017.

Per l’Eurispes l’evoluzione dei dati riflette un cambiamento culturale nel modo di percepire gli animali, sempre più integrati nel nucleo familiare. Un’indicazione arriva anche dalle scelte patrimoniali: nel 2023 il 20,2% dei proprietari ha dichiarato di aver seriamente preso in considerazione la possibilità di destinare una parte della propria eredità al proprio animale o ai propri animali. Un quinto dei possessori ha inoltre stipulato un’assicurazione relativa alla tutela legale e alla responsabilità civile.

Il quadro che emerge è quindi quello di un rapporto sempre più stretto, ma anche più costoso: gli italiani sembrano essere disposti a investire soprattutto negli aspetti legati alla salute e al benessere dei propri animali, mentre le difficoltà economiche possono frenare sia l’adozione sia la possibilità di accogliere nuovi compagni in casa.

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