Virus intestinale, è boom di malanni: quanto durano e l’effetto meteo

Virus intestinale, è boom di malanni: quanto durano e l’effetto meteo
Virus intestinale Photo by: Daniel Karmann/picture-alliance/dpa/AP Images

Nausea, vomito, diarrea, crampi addominali: focus su durata e trattamento del virus intestinale con Fabrizio Pregliasco

Vomito, nausea, crampi e diarrea: il virus intestinale dilaga fra adulti e bambini. “In questo periodo vediamo effettivamente molte gastroenteriti, spesso di origine virale. Il norovirus è uno dei principali responsabili, ma non l’unico: possono essere coinvolti anche altri virus e, in alcuni casi, batteri o tossinfezioni alimentari”, dice a LaSalute di LaPresse Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva all’Università degli Studi di Milano, che analizza sintomi e durata di questi malanni.

“Il quadro tipico è piuttosto brusco: nausea, vomito, diarrea, crampi addominali, talvolta un po’ di febbre e una sensazione generale di spossatezza. Quando in una famiglia o in una comunità si ammalano diverse persone a breve distanza l’una dall’altra, l’origine infettiva è particolarmente plausibile”, aggiunge.

L’effetto del meteo sul virus intestinale

È colpa del meteo? “Non ci si ammala di gastroenterite perché cambia la temperatura. Però il passaggio verso la stagione più fredda può favorire indirettamente la diffusione di alcuni virus, perché trascorriamo più tempo negli ambienti chiusi e aumentano le occasioni di contatto. Le gastroenteriti virali, inoltre, sono estremamente contagiose e possono diffondersi attraverso le mani, le superfici contaminate, gli alimenti e il contatto ravvicinato”, chiarisce l’esperto.

Quanto durano i disturbi e come contrastarli

La buona notizia è che nella maggior parte dei casi i sintomi peggiori durano poco. “Nel caso del norovirus l’incubazione è generalmente di 12-48 ore e la fase più intensa dura uno-due giorni. Spesso entro due-tre giorni si sta decisamente meglio. Una certa debolezza o un intestino ancora “sottosopra” possono protrarsi qualche giorno. Se invece vomito e diarrea continuano, compare febbre importante, sangue nelle feci o le condizioni generali peggiorano, non bisogna dare automaticamente per scontato che si tratti del solito virus intestinale”, avverte il virologo.

Che cosa bisogna fare? “La parola chiave è reidratazione. Con vomito e diarrea perdiamo acqua e sali minerali: bisogna recuperarli bevendo frequentemente, anche pochi sorsi alla volta se c’è nausea. Le soluzioni reidratanti orali possono essere particolarmente utili“. E il digiuno? “Quando torna l’appetito si può ricominciare gradualmente a mangiare, evitando inizialmente pasti molto grassi o pesanti. Bisogna prestare particolare attenzione a bambini piccoli, anziani e persone fragili, nei quali la disidratazione può diventare rapidamente significativa”, avverte Pregliasco.

Occhio ai farmaci

“Occhio all’automatismo ‘ho la diarrea, quindi la blocco’. La loperamide rallenta la motilità intestinale e può essere utile in determinate situazioni per controllare temporaneamente il sintomo, ma non cura l’infezione. Nelle gastroenteriti infettive bloccare a tutti i costi la diarrea non è necessariamente vantaggioso. Va evitata soprattutto in presenza di febbre elevata o sangue nelle feci e non va utilizzata oltre i tempi indicati senza sentire il medico. Per la diarrea acuta, l’uso senza controllo medico non dovrebbe protrarsi oltre 48 ore”, scandisce l’esperto.

Virus intestinale e nausea

E per la nausea? “Anche qui eviterei il fai-da-te e soprattutto l’abuso. Il metoclopramide è un vero farmaco, non una soluzione innocua da prendere automaticamente appena compare nausea. Può avere effetti indesiderati, anche neurologici, ed è proprio per ridurre questi rischi che le autorità regolatorie ne hanno limitato dosaggi, indicazioni e durata del trattamento. Se il vomito è così intenso da impedire persino di trattenere piccoli sorsi d’acqua, il problema principale diventa la disidratazione ed è opportuno sentire il medico”.

Quando bisogna preoccuparsi? “I segnali d’allarme – ricorda il virologo – sono soprattutto l’impossibilità di bere o trattenere liquidi, una marcata riduzione della quantità di urina, vertigini o forte debolezza, sangue nelle feci, febbre elevata, dolore addominale importante o sintomi che invece di migliorare continuano o peggiorano. Una maggiore prudenza serve per bambini piccoli, anziani, immunodepressi e persone con patologie croniche”.

Come evitare di passare il virus intestinale a tutta la famiglia?

Qui l’igiene conta moltissimo. “Lavaggio accurato delle mani, attenzione alla preparazione degli alimenti, pulizia delle superfici e niente condivisione di asciugamani, bicchieri e posate durante la fase acuta. Soprattutto – raccomanda Pregliasco – non bisogna avere fretta di tornare alla normale vita sociale: per le gastroenteriti virali viene raccomandato di attendere almeno 48 ore dalla scomparsa di vomito e diarrea prima di rientrare al lavoro o a scuola”. Una strategia utile per interrompere la catena di contagi.

Virus intestinale, è boom di malanni: quanto durano e l’effetto meteo
Fabrizio Pregliasco
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