Nell’era dei social il sorriso è ancor più fondamentale per i rapporti con gli altri, eppure ancora oggi non sempre ce ne prendiamo cura. A evidenziarlo sono alcuni numeri presentati a Roma: un italiano adulto su due ha già perso almeno un dente, 7 su 10 temono questo evento e solo 1 su 10 giudica “eccellente” la propria salute orale. Se qualcuno associa il problema all’avanzare dell’età, precisiamo che il 26% del campione a 30 anni ha già perso almeno un dente.
L’indagine diffusa alla presentazione della 46.ma edizione del Mese della prevenzione dentale da Andi (Associazione nazionale dentisti italiani) e Mentadent evidenzia quanto ci sia ancora da fare sul fronte della salute orale.
Investire in prevenzione si può
“Investire in prevenzione è fondamentale”, sottolinea il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, intervenendo a Roma alla presentazione delle iniziative in programma per il mese di ottobre.
“Abbiamo ereditato una visione che ci racconta come, storicamente, il 95% del Fondo sanitario venga investito in cura e solo il 5% in previsione. Ebbene, nella scorsa legge di bilancio abbiamo destinato mezzo miliardo in più alla prevenzione”, ricorda Gemmato, sottolineando la “preziosa sinergia” di iniziative come questa, che vedono pubblico e privato, odontoiatri, pediatri e medici di medicina generale alleati per difendere la salute orale dei connazionali.
Presente all’incontro anche il numero uno della Fimmg, Silvestro Scotti. “Siamo al fianco dei dentisti per promuovere ma anche per mettere in pratica la prevenzione. Ma mi domando come mai, vista l’importanza della salute orale, non sento parlare di odontoiatria nelle Case di Comunità. Sarebbe la sede giusta per uscire da una visione superata e inserire la prevenzione dentale in nuovi modelli organizzativi”, propone.

Ma quali sono i fattori che portano a perdere i denti?
Carie e malattie gengivali, età e l’invecchiamento, alcune condizioni di salute ma anche abitudini come quelle relative a dieta, alimentazione, fumo e igiene orale sono cruciali per la salute dei denti. Ma proprio perché i fattori di rischio sono molteplici, la prevenzione deve essere personalizzata, dicono i dentisti.
“Perdere i denti non è normale a nessuna età e non deve essere considerato una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento. I denti, come qualunque altra parte del corpo, cambiano nel tempo, ma questo non significa che la loro perdita sia un destino già scritto. La prevenzione quotidiana, insieme a controlli regolari e a una corretta relazione con il dentista, può aiutarci a invecchiare in salute e a mantenere i nostri denti sani più a lungo”, assicura Fabio Scaffidi, coordinatore Andi del Mese della Prevenzione dentale.
Bambini e sorriso, tra salute ed emozioni
La ricerca riguarda gli adulti, ma la prevenzione va attuata da piccoli. “È importante parlare ai bambini e agli adolescenti di questi temi, per costruire routine protettive”, evidenzia Alberto Pellai, psicoterapeuta dell’età evolutiva dell’Università di Milano. In un approfondimento realizzato per l’iniziativa, Pellai ricorda che “siamo anche il prodotto dei sorrisi che abbiamo ricevuto e di quelli che abbiamo donato agli altri. Il sorriso è una delle modalità con cui il nostro viso esprime emozioni positivi. In questa prospettiva l’igiene orale e la prevenzione odontoiatrica contribuiscono anche a fornire una dimensione di sicurezza emotiva”.

L’impatto della perdita dei denti
Stando alla ricerca condotta da Mentadent su 2.000 cittadini tra i 18 e i 75 anni, la perdita dei denti non incide solo sulla funzionalità della bocca, ma può compromettere sicurezza, relazioni sociali e qualità della vita. Tra chi ha perso un dente, uno su due dichiara di provare ansia e circa tre su dieci imbarazzo. Allo stesso tempo solo quattro connazionali su 10 si sentono davvero sicuri dei comportamenti chiave per proteggere i propri denti nel tempo
“La bocca è il modo più semplice per entrare nel corpo del cittadino e la prevenzione è la massima espressione della nostra responsabilità sociale e deontologica. Insieme al diritto alla salute non dobbiamo dimenticare il dovere di prenderci cura del nostro benessere”, afferma Corrado Bondi, presidente nazionale Andi, che guarda ai più piccoli e pensa alle scuole. Perché conoscere i fattori di rischio e adottare corrette abitudini quotidiane, affidandosi a controlli regolari, consente di individuare precocemente eventuali problemi e intervenire prima che diventino irreversibili.
Le novità e gli appuntamenti per il Mese della Prevenzione dentale
Per tradurre questi principi in azioni concrete nasce l’Hub del Mese della prevenzione dentale, uno spazio digitale che raccoglie indicazioni pratiche validate dagli esperti e organizzate attorno a tre principi: conoscere il proprio sorriso, adottare corrette abitudini quotidiane e prendersi cura del proprio stile di vita.
“La nostra ricerca ci ha permesso di riconoscere un divario tra consapevolezza e azione. È proprio in questo spazio, tra ciò che si sa e ciò che si fa, che possiamo dare un supporto concreto, condividendo informazioni chiare, autorevoli e basate su evidenze scientifiche per promuovere una corretta prevenzione orale”, puntualizza Ugo De Giovanni, General Manager Personal Care Italia, Unilever.
Per agevolare la prenotazione delle visite di controllo, è stato ideato il dentist finder: uno strumento per identificare facilmente i dentisti Andi aderenti all’iniziativa su tutto il territorio (su mesedellaprevenzionedentale.it)

