Con l’autunno da diversi Paesi, Francia inclusa, arrivano segnalazioni di un aumento di casi di Covid-19. Si può parlare di epidemia? “Non è un ritorno all’emergenza, ma il virus continua a circolare, proprio mentre l’emisfero settentrionale entra nella stagione dei virus respiratori. Un segnale da seguire con attenzione, senza allarmismi ma anche senza considerare Sars-CoV-2 un problema ormai archiviato”. A dirlo a LaSalute di LaPresse è Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva all’Università Statale di Milano, che analizza la situazione in un focus.
“Quello che stiamo osservando conferma una caratteristica che Covid-19 ha mostrato negli ultimi anni: il virus non è scomparso – scandisce Pregliasco – e continua a procedere per ondate, favorite dall’evoluzione delle varianti, dal progressivo calo dell’immunità e dall’aumento delle occasioni di contatto”.
Epidemia, pandemia o endemia?
Attenzione: “Non siamo di fronte a un ritorno alla pandemia né, allo stato attuale, a una nuova emergenza paragonabile a quella vissuta negli anni scorsi. Lo scenario è profondamente diverso: la popolazione dispone di un’immunità molto più ampia – ricorda il virologo – sono disponibili vaccini e antivirali e abbiamo una maggiore capacità di diagnosi e trattamento. Sarebbe però altrettanto sbagliato concludere che Covid sia ormai diventato irrilevante”.
L’aumento dei casi segnalato in diversi Paesi si inserisce, secondo Pregliasco, in un quadro internazionale nel quale Sars-CoV-2 continua a circolare. “I numeri devono essere interpretati con prudenza, anche perché oggi si effettuano molti meno test e numerosi Paesi hanno ridotto la sorveglianza sistematica”, ricorda.
Cosa guardare oltre ai numeri di Covid
Il dato chiave, insomma, non è soltanto il numero dei positivi. “È necessario guardare soprattutto a ricoveri, terapie intensive e decessi, perché sono questi gli indicatori che permettono di valutare l’impatto sanitario reale della circolazione virale. L’attenzione deve concentrarsi in particolare su anziani, persone fragili, immunodepressi e pazienti con patologie croniche“.
Sul fronte delle varianti, “al momento non emergono indicazioni tali da far pensare a un sostanziale aumento della gravità clinica. Le varianti cambiano e continueranno a cambiare: è parte della normale evoluzione del virus. Una maggiore capacità di diffusione non significa automaticamente una maggiore aggressività”, ribadisce Pregliasco. Gli ultimi dati Iss mostrano la contemporanea presenza di XFG, NB.1.8.1 e altri lignaggi, ma su campioni molto piccoli.
L’arrivo dell’autunno e il mix di virus
L’arrivo dell’autunno introduce però un elemento ulteriore. “Questo virus dovrà condividere la scena con influenza, virus respiratorio sinciziale, rhinovirus e numerosi altri agenti responsabili delle infezioni respiratorie. Il vero rischio dei prossimi mesi è quindi la sovrapposizione dei virus respiratori, che può determinare un aumento complessivo delle persone malate e, soprattutto, una maggiore pressione su medicina generale, pronto soccorso e ospedali”, avverte Pregliasco.
Chi dovrebbe vaccinarsi contro Covid
Da qui l’importanza della prevenzione. “Per le persone anziane e fragili questo è il momento di programmare le vaccinazioni raccomandate contro Covid e influenza. La co-somministrazione, quando indicata, permette di sfruttare un’unica occasione vaccinale e di arrivare protetti alla fase di maggiore circolazione dei virus respiratori”.
Pregliasco lo dice con chiarezza: “Non servono ritorni generalizzati alle restrizioni, ma buon senso e responsabilità individuale. In presenza di febbre, tosse o altri sintomi respiratori è opportuno evitare contatti con persone fragili. E nei contesti affollati e soprattutto quando si entra in contatto con anziani o immunodepressi, la mascherina rimane uno strumento semplice di protezione”.
Insomma, “Covid non è tornato, perché in realtà non se n’è mai andato. È cambiato il nostro rapporto con il virus. La sfida oggi è proteggere soprattutto chi rischia di più”, conclude il virologo.


