Cinema che cura, la voce di pazienti speciali sul grande schermo

Cinema che cura, la voce di pazienti speciali sul grande schermo
Cinema che cura, la voce di pazienti speciali sul grande schermo

Dieci bambini e ragazzi dell’Hospice Pediatrico di Padova per mesi si sono messi alla prova come doppiatori. Il progetto

Il cinema è terapeutico: prestare la voce a un personaggio permette di esprimere anche le proprie emozioni. Lo hanno sperimentato dieci bambini e ragazzi dell’Hospice Pediatrico di Padova, affetti da malattie rare e seguiti con cure palliative pediatriche che, per mesi, si sono messi alla prova come doppiatori.

I giovani pazienti sono i protagonisti di Ardire 2, un progetto che ha portato il linguaggio del cinema all’interno del percorso di cura, attraverso un laboratorio di doppiaggio e interpretazione a distanza pensato per sviluppare competenze comunicative ed espressive, favorire la collaborazione nel gruppo, un’esperienza creativa inserita nel percorso di cura, con l’obiettivo di ridurre ansia, stress e il senso di isolamento legati alla malattia. L’esperienza, iniziata nell’ottobre 2025 e proseguita fino a maggio 202, si è conclusa con la presentazione ufficiale a Padova del corto realizzato a partire dal cartone animato Mavka e la foresta incantata (reso disponibile da Notorious Pictures), e doppiato dai giovani pazienti.

Come ha sottolineato Giuseppe Zaccaria, presidente della Fondazione La Miglior Vita Possibile, “abbiamo voluto offrire ai ragazzi dell’Hospice Pediatrico un’esperienza capace di andare oltre la malattia e di mettere al centro le loro possibilità, la creatività e il desiderio di esprimersi. Il doppiaggio ha dato loro uno spazio nuovo in cui sperimentarsi, giocare con la voce, interpretare emozioni e condividerle con gli altri. Vedere oggi il risultato di questo percorso significa soprattutto riconoscere il valore di ciò che questi ragazzi sono riusciti a costruire insieme”.

Il progetto

Promosso dall’UOC Hospice Pediatrico dell’Azienda Ospedale–Università di Padova e dal Dipartimento Salute della Donna e del Bambino dell’Università degli Studi di Padova — in collaborazione con la Fondazione La Miglior Vita Possibile e MediCinema Italia ETS – Il Cinema è Cura e— il progetto ha ricevuto il sostegno di Fondazione Stevanato e del Fondo Carta Etica di UniCredit. La responsabilità scientifica dell’iniziativa e del relativo protocollo osservazionale è stata affidata alla dottoressa Franca Benini, direttrice dell’UOC Hospice Pediatrico dell’Azienda Ospedale–Università di Padova, con la collaborazione del Prof. Francesco Pagnini di Università Cattolica Milano

Dietro il microfono uno spazio per raccontarsi

Il lavoro dei ragazzi ha preso forma attraverso Mavka e la foresta incantata (Mavka. The Forest Song), film d’animazione ucraino del 2023 diretto da Oleh Malamuž e Oleksandra Ruban e distribuito nelle sale italiane da Notorious Pictures. I giovani pazienti ne hanno reinterpretato e doppiato una parte, sotto la guida della doppiatrice Ida Sansone, dando vita al corto che verrà mostrato al termine del progetto.

Guidati da professionisti del cinema, fonici e psicologi, i ragazzi hanno lavorato sull’interpretazione, sulla voce e sulla riscrittura del copione. Il laboratorio ha offerto loro uno spazio in cui mettersi alla prova attraverso il gioco e la creatività, affrontare paure e timidezze, allenare la respirazione, migliorare l’espressività verbale e sviluppare una maggiore consapevolezza emotiva. La voce è diventata così uno strumento di espressione e relazione: con il personaggio interpretato, con gli altri partecipanti e con le proprie emozioni.

Ardire 2 raccoglie l’eredità di Ardire 1 – Arte per DIRE, il progetto promosso dalla Fondazione La Miglior Vita Possibile e l’Associazione Medicinema Italia, che aveva coinvolto dodici pazienti dell’Hospice Pediatrico di Padova in un percorso di arteterapia dedicato al disegno e al fumetto.

Misurare i benefici del cinema

Accanto alla dimensione creativa, Ardire 2 ha previsto un monitoraggio scientifico dei benefici associati all’esperienza del doppiaggio, gestito attraverso uno studio osservazionale. La valutazione è stata impostata per osservare il miglioramento psicologico e attitudinale di ciascun partecipante e misurarne i progressi sia sul piano pratico-esecutivo sia su quello relazionale.

Vengono prese in considerazione la situazione clinica globale e la qualità di vita dei ragazzi, il livello di adattamento socio-emotivo e l’impatto del percorso sul loro stato psicofisico. Particolare attenzione è stata dedicata alla gestione delle emozioni correlate alla malattia inguaribile e alle problematiche legate alle cure palliative, sia sul piano personale sia nella relazione sociale e familiare. Il monitoraggio è affidato a un protocollo di valutazione curato dal professor Francesco Pagnini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

“Lo studio, anche se su piccoli numeri, ha dato risultati molto promettenti. Durante il laboratorio – ha aggiunto Franca Benini, direttrice dell’UOC Hospice Pediatrico dell’Azienda Ospedale–Università di Padova – i ragazzi si sono aperti, hanno partecipato, hanno stretto legami, e chi era partito più chiuso è quello che si è mosso di più. Le interviste raccontano un’esperienza che per molti ha avuto senso profondo, fatta di scoperta di sé e di costruzione di rapporti positivi con gli altri ragazzi. Il percorso ha innescato in tutti i ragazzi doppiatori un processo evolutivo significativo. Anche per i genitori è stata una esperienza positiva, motivante che ha portato anche dei cambiamenti tangibili nei rapporti intra familiari e nella vita di ogni giorno”.

Per Fulvia Salvi, presidente di Medicinema Italia ETS, “questo progetto sottolinea l’importanza della integrazione della cura con l’arte, strumento di primaria importanza oggi nella prescrizione sociale. Con Ardire 2 si è dimostrata l’efficacia dell’intervento terapeutico con il doppiaggio cinematografico, eseguito con grande rigore scientifico, per garantire ai piccoli pazienti il miglior sollievo e benessere e la maggiore inclusività”.

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