Con l’avvicinarsi dell’autunno perfino negli Stati Uniti di Donald Trump si torna a parlare di Covid e vaccinazione. I vaccini aggiornati autorizzati dalla Food and Drug Administration per la stagione 2026-27 (prodotti da Moderna, Novavax-Sanofi e Pfizer-BioNTech) sono stati progettati per colpire la variante XFG, meglio nota come ‘Stratus’ e collegata al sintomo della raucedine. Ma ha ancora senso immunizzarsi contro Covid-19? “Parliamo di un virus diventato endemico, ma che negli immunodepressi può causare anche polmonite. Ecco perché è ancora importante proteggere i fragili”, dice a LaSalute di LaPresse l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, noto ‘cacciatore di varianti’.
Come regolarsi? “Personalmente alzerei l’indicazione nei soggetti sani dagli over 65 a 70 anni e raccomanderei il vaccino anti-Covid alle persone immunodepresse che, in autunno, si troveranno a fronteggiare il mix di virus invernali fra cui anche l’influenza”, risponde Ciccozzi.
Per la stagione 2026-2027 i vaccini anti-Covid sono mirati “alla stessa variante che ha circolato l’anno passato, ma non mancano gli interrogativi: quest’anno sarà sempre Stratus la più diffusa? Purtroppo non lo sappiamo. Come non conosciamo bene il trend, perché ormai la sorveglianza considera tutte le malattie da virus respiratori. E chi fa più il test per capire se si tratta di Sars-Cov2?”, conclude Ciccozzi.

