Covid e virus d’autunno, l’epidemiologo e i dubbi su varianti e vaccino

Covid e virus d’autunno, l’epidemiologo e i dubbi su varianti e vaccino
Una paziente che si fa vaccinare. (Foto Stefano Porta/LaPresse)

Per la stagione 2026-2027 i vaccini anti-Covid sono mirati “alla stessa variante che ha circolato l’anno passato”. Parla Massimo Ciccozzi

Con l’avvicinarsi dell’autunno perfino negli Stati Uniti di Donald Trump si torna a parlare di Covid e vaccinazione. I vaccini aggiornati autorizzati dalla Food and Drug Administration per la stagione 2026-27 (prodotti da Moderna, Novavax-Sanofi e Pfizer-BioNTech) sono stati progettati per colpire la variante XFG, meglio nota come ‘Stratus’ e collegata al sintomo della raucedine. Ma ha ancora senso immunizzarsi contro Covid-19? “Parliamo di un virus diventato endemico, ma che negli immunodepressi può causare anche polmonite. Ecco perché è ancora importante proteggere i fragili”, dice a LaSalute di LaPresse  l’epidemiologo del Campus Bio-Medico Massimo Ciccozzi, noto ‘cacciatore di varianti’.

Come regolarsi? “Personalmente alzerei l’indicazione nei soggetti sani dagli over 65 a 70 anni e raccomanderei il vaccino anti-Covid alle persone immunodepresse che, in autunno, si troveranno a fronteggiare il mix di virus invernali fra cui anche l’influenza”, risponde Ciccozzi. 

Per la stagione 2026-2027 i vaccini anti-Covid sono mirati “alla stessa variante che ha circolato l’anno passato, ma non mancano gli interrogativi: quest’anno sarà sempre Stratus la più diffusa? Purtroppo non lo sappiamo. Come non conosciamo bene il trend, perché ormai la sorveglianza considera tutte le malattie da virus respiratori. E chi fa più il test per capire se si tratta di Sars-Cov2?”, conclude Ciccozzi.

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