Sonno, le donne dormono peggio degli uomini: i rischi per la salute

Sonno, le donne dormono peggio degli uomini: i rischi per la salute
Christoph Soeder/picture-alliance/dpa/AP Images

Avere un sonno irregolare ha un impatto notevole sulla salute. E a soffrirne sono soprattutto le donne

Trascorriamo circa un terzo della nostra vita dormendo, eppure il sonno è sempre più fragile. Il 16% della popolazione mondiale soffre di insonnia, mentre circa la metà degli europei non riposa a sufficienza. Un problema che ha conseguenze importanti sulla salute e che colpisce uomini e donne in modo diverso. È quanto emerso dal workshop ‘Sogni d’oro’, organizzato dall’Osservatorio Mohre nell’ambito dei Sanidays.

Le differenze tra i generi riguardano sia la quantità sia la qualità del sonno. Se negli uomini le ore di riposo tendono a mantenersi più stabili con l’avanzare dell’età, nelle donne si osserva una progressiva riduzione, con un netto peggioramento dopo i 50 anni. Ancora più marcato è il divario sul fronte della qualità.

Il sonno in numeri 

I risvegli dopo l’addormentamento interessano il 15% delle donne oltre i quarant’anni e il 35% dopo i sessanta. Impiega oltre mezz’ora per prendere sonno il 33% delle donne, contro il 23% degli uomini. I risvegli notturni ricorrenti riguardano il 31% delle donne e solo il 16,7% degli uomini. Più diffusi tra le donne anche incubi e sogni disturbanti (23% contro 10,3%) e il dolore notturno, che colpisce il 14% delle donne e il 4,3% degli uomini almeno tre volte alla settimana.

“Consideriamo il sonno un fenomeno automatico e siamo poco consapevoli della sua complessità biologica”, sottolinea Carolina Lombardi, direttrice dell’Unità centro medicina del sonno dell’Università Milano-Bicocca. “Gli effetti di un sonno scarso e di cattiva qualità vanno dall’ipertensione all’obesità, dal diabete al declino cognitivo. Il sonno insufficiente è il secondo fattore di rischio più potente per la longevità dopo il fumo, con un impatto superiore a dieta e sedentarietà”.

Le apnee notturne 

Tra i disturbi più sottovalutati figurano le apnee notturne, che rappresentano un esempio evidente di disparità di genere nella diagnosi e nella cura. “Le donne sono sistematicamente sottodiagnosticate”, osserva Lombardi. “I loro sintomi – insonnia, stanchezza, depressione, cefalea mattutina e incubi – vengono spesso considerati aspecifici, con il risultato che molte diagnosi arrivano tardi o non arrivano affatto”.

Le conseguenze possono essere serie. Le apnee provocano infatti ripetute carenze di ossigeno durante il sonno e sono associate a un aumento del rischio di declino cognitivo. Inoltre compromettono i meccanismi con cui il cervello elimina le sostanze di scarto accumulate durante la giornata.

Colpi di sonno e incidenti 

Il problema non riguarda soltanto la salute individuale. “I colpi di sonno sono responsabili del 22% degli incidenti stradali”, ricorda Johann Rossi Mason, direttrice del Mohre. “Chi soffre di apnee notturne ha un rischio di incidente da due a sette volte superiore rispetto a chi dorme bene. Anche sul lavoro – conclude – la stanchezza cronica raddoppia il rischio di infortuni. Ecco perché dobbiamo considerare i disturbi del sonno come un vero problema di salute pubblica”.

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