“In molte nazioni le diseguaglianze sanitarie stano crescendo. Ma la salute non può essere un lusso per pochi: è una condizione essenziale per la pace sociale”. Con queste parole Papa Leone XIV ha accolto nell’Aula Paolo VI i partecipanti di ‘Oggi chi è mio prossimo’, il convegno che vedrà la presentazione del secondo rapporto europeo sull’equità in salute.
In un mondo in cui l’universalità delle cure è sempre più messo in discussione – anche in un Paese come l’Italia apprezzato nel mondo per il suo Servizio sanitario nazionale – il pontefice ricorda con fermezza che la copertura sanitaria per tutti è “un imperativo morale per le società che vogliono definirsi giuste”.
Un messaggio condiviso in pieno anche dal presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Maria Zuppi. “La pace dei popoli passa dal riconoscere la dignità di ogni vita umana, fin dal suo manifestarsi”, ha detto intervenendo durante il convegno organizzato proprio dalla Cei insieme al Consiglio delle conferenze episcopali europee e all’Organizzazione mondiale della sanità.
“Bisogna andare nella direzione di un rinnovato senso di corresponsabilità, di superamento dei confini nazionalistici, di egoismi tecnologici o economici”, prosegue. “Se molti problemi rimangono aperti, il settore sanitario si presta ad una osservazione fondamentale nella sua semplicità: i virus ed i batteri non conoscono frontiere o dazi doganali, così come non riconoscono i brevetti industriali”.
C’è spazio anche per il tema della salute mentale, nel discorso del Papa, “in particolare quella dei giovani, perché le ferite invisibili della psiche non sono meno pesanti di quelle visibili”. E poi l’assuefazione alla “visione della violenza e delle sofferenze altrui, che ci spinge verso l’indifferenza”.
Perché “ogni uomo e donna, in particolare il cristiano, è chiamato a fissare lo sguardo su chi soffre, sul dolore delle persone sole, su quanti per vari motivi vengono emarginati e considerati come ‘scarti’, perché senza di loro non potremo costruire società giuste e a misura di persona”.
Pensare di raggiungere più facilmente una condizione di felicità ignorando chi soffre è illusorio, ricorda il Papa. “Soltanto insieme – conclude Leone XIV – potremo costruire comunità solidali e capaci di prendersi cura di ognuno, nelle quali si sviluppino benessere e pace, a beneficio di tutti. Curare l’umanità altrui aiuta a vivere la propria”.

