Il Comitato Italiano delle Associazioni Parkinson ha organizzato per il 12-14-16 giugno, l’evento Myway, tre giornate di informazione in formato Webinar

Il Comitato Italiano delle Associazioni Parkinson in collaborazione con tutte le Associazioni di Parkinson piemontesi ha organizzato per il 12-14-16 giugno, l’evento Myway, tre giornate di informazione in formato Webinar, coinvolgendo i massimi esperti locali e internazionali che in maniera divulgativa presenteranno tutti i temi che riguardano la malattia.

“La malattia di Parkinson è caratterizzata da un progressivo rallentamento del movimento che induce a blocchi motori con conseguente difficoltà nel cammino e nelle funzioni quotidiane. Per sfidare questa patologia – sostiene il neurologo Giovanni Albani – è fondamentale muoversi affiancando alla terapia farmacologica o neurochirurgica, la riabilitazione motoria svolta in modo costante. Purtroppo i pazienti sono stati confinati in casa nell’ultimo anno e sono stati quindi costretti ad interrompere la riabilitazione, hanno avuto inoltre difficoltà a contattare i medici specialisti per le consuete visite di controllo. Inoltre sono stati privati della possibilità da ogni forma di socializzazione e di seguire le attività erogate normalmente dalle Associazioni, che con mille difficoltà e grazie all’impegno dei volontari, di solito integrano l’offerta terapeutica messa a disposizione dal Sistema Sanitario Nazionale”.

“E’ fondamentale quindi recuperare il tempo perduto e riconquistare la libertà di muoversi. In Italia – sostiene Giulio Maldacea, presidente del Comitato Italiano Associazioni Parkinson vi sono oltre 80 Associazioni di pazienti con Parkinson ma tutte con poche pazienti rispetto alle migliaia che effettivamente sono presenti sul territorio. Le stime più ottimistiche parlano di 350mila persone già colpite dalla malattia di Parkinson di cui oltre 70mila in Piemonte, una delle regioni maggiormente colpite insieme alla Liguria ed alla Toscana. E’ importante quindi fare il punto sulle potenzialità delle reti associative e sulle reali esigenze delle famiglie con Parkinson”.

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