Nicola Zingaretti a Bruxelles con il leader greco Alexis Tsipras
Zingaretti: "Al voto con 'Siamo Europei' e Pd nel simbolo. Pronti alla sfida sul salario minimo"

Riunita al Nazareno la prima direzionale nazionale del Partito Democratico dopo l'elezione del nuovo segretario. Giudizio sul governo: "Catastrofico"

Mobilitazione nazionale (dal 5 al 7 aprile), accettare la sfida (che viene da M5S) sul salario minimo, lavorare sulle alleanze e mettere insieme sia il simbolo del Pd che "Siamo europei". Il tutto con un giudizio sul governo "catastrofico" che sta portando il Paese alla rovina. Sono i temi della prima direzione nazionale del Pd dell'era Zingaretti che si è svolta nella sede del Partito Democratico al Nazareno.

Il voto in Basilicata - "Il voto in Basilicata - dice Zingaretti - conferma una fase molto difficile non risolvibile in alcuni giorni o settimane, ma rievoca problemi seri: lo stato di salute del partito, la sua esistenza stessa, il suo radicamento sociale. Non c'è da parte mia uno spirito consolatorio, anzi, ma la consapevolezza del lavoro che dobbiamo fare". Alla fine, riflette oil nuovo segretario. la Basilicata diventa "l'occasione per indagare sullo stato di salute del partito in molte realtà e rimettere in campo nei territori una forza politica unitaria".

Le liste - "Enzo Amendola sta lavorando alle liste per le Europee. Credo che ci debba essere una grande autonomia delle strutture regionali per avere le liste per competitive possibile. Sulle teste di lista ci riserviamo di garantire gli equilibri di genere e regionali, ma mettendo alla prova la maturità dei regionali. C'è una grande disponibilità ma va organizzata. Ci vuole la capacità di valorizzare ma anche un ritorno dello spirito di servizio.". Zingaretti ha parlato anche di "Siamo europei": - "Credo"che alle elezioni Europee ci debba essere il simbolo del Pd e che la dicitura Siamo europei debba essere presente nel simbolo, noi combattiamo per l'Europa contro il rischio dei sovranisti ". Il segretario ha sottolineato la necessità di "tessere una fitta rete di alleanze".

Governo - "Il bilancio di questo governo è realmente catastrofico. E diventerà insostenibile per le stesse forze che sostengono il governo. Mettono la polvere sotto il tappeto di questo disastro e fanno finta di niente sperando che il Pd crolli". "Dobbiamo scatenare una reazione corale collettiva per fermare la deriva che sta prendendo il Paese". 

Salario minimo -  "Penso- dice il segretario - che dobbiamo accettare la sfida del salario minimo, parlando con le categorie produttive, senza stare in attesa. Stiamo per organizzare un grande incontro del Pd, in due grandi città d'Italia, una del nord e una del sud, con le forze che producono, sugli effetti catastrofici della legge di bilancio".

Mobilitazione - Zingaretti propone "che 5,6 e 7 aprile ci siano tre grandi giornate di mobilitazione, che prevedano anche il tesseramento per strada. Dove tutto il gruppo dirigente del partito sta a far firmare le tessere come l'inizio della campagna ma anche della mobilitazione del Pd nella pancia del Paese". "Dobbiamo avere un doppio elemento: costruire alleanze e coalizioni e poi farle vivere. Valutiamo di fare una grande assemblea nazionale di tutti i candidati sindaci per far vedere che oltre a Salvini e Di Maio c'è un paese che si muove" 

Bipolarismo -  "Il quadro ripropone all'Italia, malgrado tutto, un possibile bipolarismo tra il centrosinistra e una destracentro, che ci riconsegna una funzione storica, tentando di occupare un campo dello schieramento politico italiano. C'è un'alternativa possibile a Matteo Salvini e e quella alternativa siamo noi. In questo quadro bisogna muoverci per essere pronti allo sfarinamento dei cinque stelle". 

Strada lunga. Il problema siamo noi - "La strada sarà lunga. Nessuno si illuda. Ma bisogna muoversi verso il Paese. Dobbiamo innanzitutto rafforzare il partito, costruire un'agenda che favorisca un nuovo radicamento sociale verso fasce di popolazione che ormai non ci vedono più come il loro punto di riferimento. Rafforzare il Pd significa ricostruire una cultura politica unitaria tra di noi, che non è unanimismo". "A volte - ga detto Zingaretti - il problema siamo noi, siamo noi il soggetto che dividendosi rende impossibile costruire alleanze unitarie. Serve uno scatto".

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