Zaia: Sui rifugiati serve un piano europeo condiviso

Venezia, 9 set. (LaPresse) - "La gestione di un fenomeno di queste dimensioni non può essere scaricata su un unico Paese". Così il presidente del Veneto Luca Zaia sulla questione dei rifugiati, rispondendo alle dichiarazioni del ministro-presidente della Baviera, Horst Seehofer, secondo il quale l'Italia violerebbe gli accordi di Schengen. Seehofer aveva detto che se la situazione non dovesse cambiare, la Germania potrebbe prendere seriamente in considerazione la possibilità di controlli alle frontiere. "Serve - prosegue Zaia - un piano europeo nel quale ognuno si impegni a fare la propria parte senza se e senza ma. In caso contrario, non sarebbero le questioni finanziarie ma lo scontro sociale tra chi sopporta i flussi e chi chiude le frontiere a decretare la fine dell'Europa unita". "Nei giorni scorsi - fa presente il governatore - il ministro Alfano ha dato assicurazione al governo tedesco che l'Italia sta facendo tutto il possibile per garantire la registrazione dei rifugiati e il disbrigo di un'eventuale richiesta d'asilo nel primo Paese d'ingresso nell'Ue. Ma è sotto gli occhi di tutti che con l'operazione Mare Nostrum in Italia si vive alla giornata e il problema dal livello centrale è scaricato sui territori, come il Veneto, che hanno già dato quello che si poteva dare. Non è sbarcando in Italia che queste persone risolvono i loro problemi. Se a migliaia scappano dalla guerra o dalla fame, bisogna creare le condizioni per aiutarli a casa loro".

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