Whistleblowing, tutela al lavoratore che denuncia reati aziendali
Cosa prevede la legge approvata oggi

La legge sul whistleblowing, approvata oggi, consente di dare più tutela al lavoratore che, durante l'attività lavorativa all'interno di un'azienda, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell'impresa/ente pubblico/fondazione e per questo decide di segnalarli. Il whistleblowing è uno strumento legale - già collaudato da qualche anno, anche se con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna - per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all'interno, ai danni o ad opera dell'organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora.

Una legge per l'istituto del whistleblowing offre una tutela legale per i lavoratori che denunciano le irregolarità nel caso questi subiscano una ritorsione da parte del denunciato proprio a causa della delazione di quest'ultimo.

In inglese viene utilizzata la parola 'whistleblower', che deriva dalla frase 'to blow the whistle', letteralmente significa 'soffiare il fischietto' ed è riferita all'azione dell'arbitro nel segnalare un fallo o a quella di un poliziotto che tenta di fermare un'azione illegale. Il termine è in uso almeno dal 1958, quando apparve nel Mansfield News-Journal (Ohio).

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