Voto a luglio, impossibile predire il risultato. Rischio boomerang per M5s-Lega
Intervista ad Antonio Noto di Ipr Marketing

Non è un certo un mistero che tutti i leader politici consultino quasi ogni giorno le rilevazioni demoscopiche, cercando di capire dove può spostarsi anche solo lo 0,1% dei consensi. Certo è che nella delicata situazione attuale alcuni protagonisti della scena italiana (M5S e Lega in primis) sembrino ancor più interessati al tema, tanto che lo stesso Luigi Di Maio parla apertamente di voto tra due mesi e di vedere il "40% a portata di mano". Ma c'è un rischio: i possibili orientamenti di oggi potrebbero non corrispondere alle scelte che verranno fatte alle urne, qualunque sia la data delle elezioni.

"Oggi non c'è un indicatore che ci può dire qualcosa sul voto futuro, bisogna vedere la reazione dell'opinione pubblica posta davanti allo scioglimento concreto delle Camere e alla data finale - spiega a LaPresse Antonio Noto, direttore di Ipr marketing - Ora come ora non possiamo dire come voteranno tra due o cinque mesi. Per fare un esempio, noi pensiamo che tutti seguano ogni giorno la vicenda della formazione del governo: ma oggi solo il 15% degli elettori ha seguito le consultazioni".

RISCHIO BOOMERANG. Per il sondaggista insomma anche parlare di ballottaggio al voto "potrebbe risolversi un boomerang. M5S e Lega potrebbero essere premiati o anche no, e pure la partecipazione potrebbe essere una sorpresa". Ma quali sono al momento i dati certi? "La Lega è cresciuta molto in 2 mesi arrivando al 22% e pescando anche in Forza Italia. Al momento, ma solo al momento, la coalizione di centrodestra si attesta al 39%".

Secondo Noto anche il M5S è in salita e toccherebbe il 35%: di gran lunga il primo partito, ma lontano dal 'quorum' necessario per governare. "Il Pd ha perso il 3% dal 4 marzo e ora è al 15,5% dei consensi. Quando un partito litiga al suo interno non favorisce l'aggregazione di consensi, un partito che litiga crea respingimento. Molti guardano al M5S, ma tanti, se si votasse ora, non si recherebbero nemmeno alle urne", conclude.
 

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