Virus cinese, salgono a 170 i morti: pronto rimpatrio dei cittadini italiani
Virus cinese, salgono a 170 i morti: pronto rimpatrio dei cittadini italiani

Sono invece circa 7700 le persone contagiate, segnalato un caso sospetto a Roma

Presentava sintomi influenzali simili a quelli del coronavirus. Per questo una donna, rientrata dalla Cina dopo alcuni mesi, è stata posta in isolamento all'interno dell'ospedale di Alessandria. I sintomi poi definiti "non gravi e non correlabili" al virus cinese.  Un caso sospetto anche a Roma: un turista cinese con febbre, nella capitale da un paio di giorni,  portato allo Spallanzani per essere sottoposto al test. E' salito intanto a 170 il numero di decessi confermati per l'epidemia virale cinese.

Intanto la Farnesina ha disposto un volo per rimpatriare, su base volontaria, gli italiani bloccati a Wuhan, la città maggiormente colpita dal nuovo virus. Una volta in Italia seguiranno un protocollo sanitario definito dal ministero della Salute.

A Wuhan "i nostri concittadini sono 70 circa, quelli che accetteranno di rientrare dovrebbero essere circa 60", ufficializza Stefano Verrecchia, capo dell'Unità di crisi della Farnesina. "In realtà sono un po' di più quelli presenti in Cina - precisa il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri del Movimento 5 Stelle -, ma qualcuno è sposato con una persona cinese che non potrebbe partire quindi resteranno in Cina". Il ministro della Salute, Roberto Speranza, in merito al quando torneranno gli italiani al momento a Wuhan e sul dove verranno portati, spiega: "Ci sono valutazioni in corso, deciderà la task force". E in merito all'ipotesi dell'utilizzo di ospedali militari Speranza aggiunge: "Valuteremo tutte le ipotesi".

Dopo la decisione della British Airways di sospendere tutti i voli da e per la Cina, il Codacons si rivolge all'Enac e chiede di bloccare tutti i collegamenti aerei "a tutela della salute pubblica e fino a che non vi saranno adeguate garanzie per i passeggeri". Lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, spiega che "ci sono ancora voli che dall'Italia vanno in Cina, ma li sconsigliamo se non strettamente necessari".

Ad ogni modo, è bene non lasciarsi travolgere dalla psicosi. "È evidente che non si può stare tranquilli, la situazione è molto seria e non può essere sottovalutata", invita Speranza, che giovedì terrà una informativa urgente nell'Aula del Senato e della Camera sulla diffusione dell'epidemia. "Abbiamo istituito una task force attiva 24 ore su 24 al ministero. Il livello di attenzione va tenuto altissimo, però - aggiunge - non bisogna spargere allarmismo".

Resta un'incognita, oltre alla questione trasporti, la ricaduta del virus sul turismo. "Non abbiamo ancora dei numeri, immagino che ci saranno problemi nei due flussi. Stiamo aspettando l'evoluzione", ammette il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini.

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