Violenza sulle donne, dal Cdm via libera al ddl 'codice rosso': "Lo Stato c'è"

Creata una corsia preferenziale per questo tipo di denunce. Ecco le misure contenute nel testo

Il governo giallo-verde inizia la sua battaglia contro la violenza sulle donne. A pochi giorni dal 25 novembre, giornata dedicata a questo tema, e con 94 vittime solo nei primi mesi del 2018, il Consiglio dei ministri vara il disegno di legge ribattezzato 'codice rosso', un sistema di prevenzione "per cui queste denunce abbiano una corsia preferenziale", spiega il premier Giuseppe Conte. Il provvedimento, fortemente voluto dai ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede, intende creare una sorta di pronto soccorso attraverso il quale saranno azzerati i tempi di reazione dello Stato davanti a una denuncia. "Con questo ddl - assicura Bongiorno - qualcuno si accorgerà che le donne non possono essere massacrate in attesa di giudizio".

In tutto cinque articoli che avranno come principio cardine l'obbligo della polizia giudiziaria di comunicare immediatamente al pubblico ministero le notizie di reato acquisite, in caso di delitti di maltrattamenti, violenza sessuale, atti persecutori e lesioni aggravate commessi in contesti familiari o di semplice convivenza, senza lasciare discrezionalità sulla sussistenza dell'urgenza. La 'ratio' è quella di consentire quindi l'avvio tempestivo della procedura, così da poter adottare quanto prima eventuali provvedimenti "protettivi o di non avvicinamento". La richiesta di aiuto di una donna vittima di violenza, spiega Bonafede, "arriva spesso dopo un percorso di riflessione che diventa un atto di coraggio e lo Stato non può farsi attendere".

Nei casi infatti di violenza domestica e di genere, il pubblico ministero dovrà procedere all'ascolto della vittima del reato entro tre giorni dall'avvio del procedimento, salvo che sussistano imprescindibili esigenze di tutela della riservatezza delle indagini, anche nell'interesse della vittima. Inoltre con il ddl si supera la nozione di "particolare vulnerabilità" della persona, così da consentire sempre l'assunzione tempestiva di informazioni dalle persone offese in tutti i casi in cui si procede per questi gravi reati. Infine si permette al pm di valutare subito l'eventuale sussistenza delle esigenze cautelari, laddove emergano già in sede di audizione.

L'ok della presidenza del Consiglio a questo testo è stato accompagnato anche da un atto simbolico, in linea con le campagne di questi ultimi giorni. Ogni ministro infatti ha indossato durante la riunione di mercoledì un fiocco rosso, un segno di impegno proprio proprio sul tema del contrasto alla violenza domestica e di genere.

"Non c'è più tempo da perdere - commenta Luigi Di Maio - Grazie a questa legge una denuncia arriverà direttamente al pm che in soli 3 giorni avrà l'obbligo di sentire la donna vittima di violenza. Così come la polizia giudiziaria dovrà dare massima priorità alle indagini". Sono "piccoli grandi accorgimenti" aggiunge il vicepremier "che spero aiutino quelle 9 donne su 10 che ancora hanno paura a denunciare i loro aguzzini. Fatelo, non temete, da oggi lo Stato è al vostro fianco".

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