Via libera a decreto del 'fare'. Prima casa è impignorabile

Roma, 16 giu. (LaPresse) - E' stato approvato il decreto del fare. il via libera è arrivato in serata da un Consiglio dei ministri fiume che il premier Enrico Letta, annunciando l'approvazione del provvedimento in una conferenza stampa, ha definito "molto lungo perché i provvedimenti sono tanti, tutte misure che servono a rilanciare l'economia del paese".

"Sono convinto che il decreto - ha detto il premier - darà uno sblocco significativo per i posti di lavoro, lavori pubblici e la capacità di fare investimenti". Il decreto contiene "provvedimenti" che daranno "molte risposte alle raccomandazioni dell'Europa, e andrò al prossimo consiglio europeo forte di questo provvedimento", ha sottolineato il capo del governo.

PRIMA CASA IMPIGNORABILE. "La prima casa - ha detto il vicepremier Alfano - non sarà pignorabile, non sarà aggredibile, unica eccezione per i beni di lusso". La prima casa, ha ribadito "è e rimane sacra".

Fra i provvedimenti del tanto atteso decreto del fare, la rateizzazione dei debiti tributari dalle attuali 72 rate a 120, nonché l'aumento fino ad otto (dalle attuali due) del numero di rate, anche non consecutive, a decorrere delle quali decade il beneficio della rateizzazione.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Letta ha annunciato che nel decreto del fare c'è "una norma rivoluzionaria per i cittadini italiani che potranno pretendere un indennizzo se la pubblica amministrazione non rispetta i tempi".

RIDUZIONE BOLLETTE ELETTRICHE . Con l'utilizzo del biodisel e con la modifica del Cip6 (una delibera del Comitato interministeriale prezzi del 1992 con cui furono stabiliti prezzi incentivati per l'energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili) sono state adottate misure "che consentono di ridurre le bollette energetiche degli italiani di 550 milioni", ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato.

GIUSTIZIA. "Il 'decreto fare' interviene in modo significativo sulla giustizia civile: complessivamente calcoliamo di ridurre le pendenze da 4 a un milione e 150mila. Una riduzione di un quarto è significativa, perché il problema della giustizia italiana è dato dall'arretrato", ha annunciato Letta.

VERSO PACCHETTO LAVORO. "Per problemi di tempo - ha detto Letta - non abbiamo affrontato il disegno di legge sulle semplificazioni, che affronteremo in un consiglio dei ministri di mercoledì". "Il 'pacchetto lavoro' sarà all'esame del Cdm di venerdì prossimo", ha poi aggiunto il presidente del Consiglio.

Soddisfazione da parte del vicepremier e ministro dell'Interno Alfano. Il decreto del fare, ha spiegato, è "un provvedimento pesante che inciderà sul piatto della bilancia delle riforme per un rapporto paritario tra cittadino e Stato". "Sono stati raggiunti - ha spiegato il ministro dell'Interno - tutti gli obiettivi prefissati entrando in Consiglio dei ministri".

"Il cittadino - ha spiegato Alfano - deve considerare lo Stato come un amico. La vicenda della riforma dei poteri di Equitalia è straordinariamente importante e riguarda tutti i cittadini". Secondo il vicepremier "è una rivoluzione perchè rimette al centro il cittadino e crea un fisco amico e non ostile".

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