Via d'Amelio, Gentili(Pd): Oggi si preferiscono i magistrati zitti

Torino, 19 lug. (LaPresse) - "Borsellino ha sempre parlato, non è stato un magistrato silenzioso o chiuso nel suo ufficio. Lui incontrava tutti in ogni luogo, e ricordava che non si poteva delegare la lotta alla mafia solo agli organi di polizia o agli stessi magistrati. Il suo ruolo, come impatto pubblico e umano, è stato determinante: parlava con le persone e raccontava ciò che faceva, credendo nel dialogo come mezzo di reponsabilizzazione e di conoscenza, di diffusione della legalità. Oggi invece si preferiscono i magistrati che stanno zitti, ma non può essere così". Sono le parole di David Gentili, presidente della Commissione consiliare antimafia del Comune di Milano.

"Naturalmente non ci si può fermare solo al ricordo, ma attualizzare l'impegno di Borsellino dando sostegno a chi oggi conduce la stessa battaglia", dichiara il consiliere Pd Gentili a LaPresse, che pochi giorni fa ha depositato in Consiglio comunale la proposta di conferimento della cittadinanza onoraria al pubblico ministero Nino di Matteo. "Una richiesta che nasce dall'associazione WikiMafia e che per Milano ha una doppia valenza - spiega Gentili - da un lato sostenere emotivamente l'uomo per il lavoro che ha fatto, fa e farà per l'indagine sulla trattativa Stato-mafia, dall'altro esprimere gratitudine al magistrato e agli agenti della sua scorta dei rischi che quotidianamente corrono per tutti noi".

"Questa mattina a Milano abbiamo ricordato Paolo Borsellino con un seminario a Palazzo Marino a cui hanno partecipato esperti, magistrati e rappresentanti dell'associazionismo antimafia - spiega Gentili - e nel pomeriggio alle 16.58 all'albero Falcone-Borsellino di via Benedetto Marcello, davanti al Liceo Volta, dedicheremo un minuto di silenzio al giudice siciliano e alla sua scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina".

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