Verona, ok alla mozione anti-aborto. Sì della capogruppo Pd, Zingaretti: "Rispettare la 194"

Approvata in consiglio comunale con 21 favorevoli e 6 contrari. Finanziamenti a associazioni e progetti. In tribuna esponenti del mondo femminista con mantelline rosse e cappelloni da monache

Approvata in consiglio comunale a Verona, con 21 voti favorevoli e 6 contrari, la mozione a firma del consigliere Lega nord Alberto Zelger che, in occasione del 40° anniversario dell'entrata in vigore della legge 194 del 1978, impegna il sindaco e la giunta a sostenere iniziative per la prevenzione dell'aborto con "l'inserimento nel prossimo assestamento di bilancio di un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del Comune di Verona; la promozione del progetto regionale 'culla segreta', stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle Circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali; a proclamare ufficialmente Verona 'città a favore della vita'". Ha votato sì anche la capogruppo Pd, Carla Padovani, e il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, non ci sta: "Così non va. Non si procede con colpi di mano ideologici su temi così delicati. Non si rispetta la vita se non si rispettano le scelte delle donne, soprattutto quando sono difficili come lo è quella di interrompere una gravidanza. L'Italia ha una legge seria, la 194, che va applicata", ha detto.

In tribuna esponenti del mondo femminista con mantelline rosse e cappelloni da monache. "Con 21 voti a favore e 6 contro, è stata approvata la mozione 434 che dichiara ufficialmente Verona 'città a favore della vita' e che finanzia associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l'obiettivo di promuovere iniziative contro l'aborto - si legge sulla pagine Facebook 'Non una di meno - Verona' - Inoltre la maggioranza ha cercato, senza successo, di far mettere all'ordine del giorno l'altra mozione che prevede la sepoltura automatica dei feti abortiti anche contro la volontà della donna coinvolta. Le ancelle presenti a protestare sono state sgomberate dall'aula e quasi 50 persone sono trattenute nell'androne del consiglio comunale senza che vengano restituiti loro i documenti. L'onorevole Comencini, uno dei promotori della mozione 434, non era presente a votare. Purtroppo persino la capogruppo del PD Padovani ha votato a favore".

Il consigliere Zelger  ha sottolineato: "Alcuni punti della legge sono stati in gran parte disattesi, nonostante le numerose iniziative pubbliche dell'assessorato alla Sanità del Veneto per evitare che l'aborto sia usato ai fini della limitazione delle nascite. Per questo, si ritiene che anche il Comune debba adoperarsi per la diffusione di una cultura di accoglienza della vita". "È giusto ribadire il concetto - ha dichiarato la consigliera Lega nord Anna Grassi -, che la vita va sostenta e difesa dal concepimento alla sua fine".

"Nella notte Verona e le sue cittadine hanno subito uno schiaffo inaccettabile. Il voto del consiglio comunale per dichiarare Verona 'città a favore delle vità ci ha riportato indietro ad anni in cui le donne morivano per le interruzioni di gravidanza e proliferavano gli aborti clandestini", ha tuonato la deputata Pd veronese Alessia Rotta. "La destra a Verona riporta al Medioevo", è l'accusa del segretario regionale del Partito democratico del Veneto, Alessandro Bisato, sull'iniziativa della Lega e della maggioranza. Il provvedimento viene visto dal fronte dem come un attacco oscurantista alla legge 194 e alle donne. "Mentre in tutto il Veneto i consultori sono sotto dotati in termini di risorse umane e finanziarie - fa notare Bisato - la maggioranza a Verona suggerisce azioni che prevedono il congruo finanziamento a soggetti antiabortisti: limitazione all'uso di anticoncezionali, ostacolo all'accesso alla procreazione assistita e spinta all'obiezione di coscienza, quando è dimostrato che (specie in Veneto) il numero di obiettori impedisce di fatto l'accesso all'aborto".

Oltre che attaccare il segretario regionale dem si è visto però costretto a precisare che ha espresso la posizione ufficiale del Partito democratico veneto sulla vicenda "al di là di qualsiasi presa di posizione personale". E 'lupus in fabula' è arrivata anche la replica della capogruppo dem 'eretica'. "Ho votato a favore - ha spiegato Padovani - perché sono favorevole a qualsiasi iniziativa a sostegno della vita che può essere in questo caso sostegno della vita nascente oppure dell'immigrazione. La vita è un valore universale e come tale dovrebbe essere retaggio non di un singolo partito ma di tutte le formazioni politiche".

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