Vendola: Con Grillo bisogna avere pazienza,non è Mastella o Bertinotti

Roma, 3 mar. (LaPresse) - "In questo passaggio bisogna avere una pazienza speciale. La barriera di contumelie non deve impedirci di guardare la sostanza delle cose: dalle viscere dell'Italia è sgorgato un fiume carsico che si è ingrossato fino a travolgere la Seconda Repubblica. E' una domanda travolgente di cambiamento. Grillo non rappresenta nessuna delle varianti del passato, e con lui non si può ragionare come se fosse Mastella o Bertinotti. E non si puà inquadrare dentro le regole del condominio di Montecitorio". Lo afferma Nichi Vendola a una settimana dal voto e alla vigilia della direzione di Sel, con due interviste ai quotidiani Il Manfiesto e L'Unità, cercando di delineare gli scenari dei prossimi giorni.

"Noi non dobbiamo giocare con Grillo - sottolinea - nè consentirgli di giocare con noi. Lui è fuori dagli schemi delle alleanze. A Bersani, se sarà incaricato, propongo: presentati con un governo di altissimo livello, non tecnocratico ma espressione della migliore cultura democratica. E con un programma di riformismo audace: 10 cose da fare nei primi 100 giorni, dall'antitrust all'anticorruzione, a provvedimenti di risarcimento sociale, al taglio delle spese militari, per scuotere dalle basi il Paese. Starà a Grillo l'alternativa: vuoi questo o, per calcolo elettorale, vuoi tornare al voto? Bisogna avere pazienza e determinazione. Questa crisi non contiene solo elementi di minaccia alla convivenza e alla democrazia. Contiene anche l'occasione di un avanzamento sociale e civile. Per provarci, dobbiamo toglierci le lenti del passato. Pensare che Grillo possa essere circuito, lusingato, catturato e' un'illusione che deriva dal non avere consapevolezza di essere precipitati in un'epoca nuova".

"Siamo stati prigionieri - prosegue il leader di Sel - di uno schema neomoderato, non si è visto quanto fosse larga la frattura sociale: mentre Berlusconi parlava di Imu, Grillo di Reddito Minimo, il centrosinistra parlava di Monti. Per noi di Sel è stata un'acrobazia evitare di romperci il collo in questa tenaglia. L'ossessione di Monti ha paralizzato la campagna elettorale. Anche perché intorno ai tecnici c'era un impressionante abbaglio mediatico".

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