Vaticano: Politica e partiti non cancellino lo stato sociale

Roma, 4 gen. (LaPresse) - La politica e i partiti, nel compiere il loro dovere, "pur guardando al bene comune da un punto di vista particolare non possono essere privi dell'orizzonte del bene umano integrale. Il vero riformismo di cui tanto oggi si parla si trova avvicinandosi il più possibile, nelle agende, nei programmi partitici, all'integralità dei diritti-doveri dell'uomo. Là dove, per varie ragioni tattiche di alleanza, si mette la sordina su alcuni diritti fondamentali, si frena il vero riformismo. Il riformismo è tale se favorisce la pienezza della umanità in tutte le persone". Lo ha affermato a Radio Vaticana, Monsignore Mario Toso, segretario del dicastero Giustizia e Pace, commentando il messaggio di papa Benedetto XVI in occasione della Giornata mondiale della Pace 2013. Toso insiste proprio sulla necessità del "bene comune", sull'opportunità che i partiti si spoglino di una "politica ideologica in senso negativo" e mirino alla realizzazione "del compimento umano. La politica - dice - è amore alla vita vita umana nella sua integralità".

Per Monsignor Toso "la politica non deve puntare all'abbattimento dello Stato sociale e democratico, erodendo i diritti sociali, pena la crescita delle diseguaglianze e il conseguente indebolimento della democrazia partecipativa. Senza i diritti sociali non sono fruibili i diritti civili e politici". L'invito, quindi, è quello a "non trascurare, ad esempio, il diritto al lavoro: il lavoro è un bene fondamentale e non un optional come farebbe intendere la nuova dottrina del capitalismo finanziario sregolato, e, pertanto, occorre promuovere politiche attive del lavoro per tutti".

"Se tagli sugli sprechi debbono essere fatti - commenta il segretario del dicastero Giustizia e Pace - se tassazioni ci debbono essere ciò non significa penalizzare gli investimenti nella ricerca, nell'innovazione, nello studio, in nuove aree di operosità. Si dovrebbe escluderli, indefinitiva, dal deficit di bilancio. Essi rappresentano le condizioni indispensabili per favorire la crescita e la ricchezza nazionale. Ma alla luce della totalità dei diritti la politica non dovrebbe, penalizzare i credenti discriminando la libertà religiosa nelle sue varie articolazioni, come anche l'obiezione di coscienza nei confronti dell'aborto, della guerra, dell'eutanasia".

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