Valente (M5S): Calcio vale 7% Pil e dà lavoro a 120mila persone-2-

Roma, 5 mag. (LaPresse) - Inoltre "il calcio professionistico incide da solo per il 70% del contributo fiscale complessivo generato dal comparto sportivo italiano. Nel 2016 la contribuzione fiscale e previdenziale aggregata del calcio professionistico ha sfiorato gli 1,2 miliardi di euro. Tutti soldi che entrano nelle casse dello Stato e che ritornano allo sport, a tutti gli sport. Fatte queste premesse, voglio evidenziare due punti", sottolinea Valente. "Per primo, penso che l'impegno delle istituzioni debba andare nella direzione di salvaguardare per interno il sistema sportivo, calcio professionistico compreso, cercando di non far fallire neanche una società, che essa sia quotata in borsa o di natura dilettantistica, salvaguardando il più possibile ogni posto di lavoro. E non parlo dei calciatori che guadagnano milioni di euro (e su questo si potrebbe aprire un dibattito infinito sull'etica o sulla competitività in campo internazionale) ma delle migliaia di lavoratori facenti parte delle società e del loro indotto i quali non possono permettersi di non ricevere lo stipendio per 4 o 5 mesi. Dobbiamo evitare che si generi un effetto a valanga dove, se soffre chi sta in alto, soffre, ovviamente, anche chi sta in basso. E penso a tutte le società dilettantistiche e ai settori giovanili", prosegue. "Il secondo punto riguarda l'approccio allo sport e al movimento: sport professionistico (in questo caso calcio professionistico) e sport dilettantistico (quello chiamato “di base”) non sono antagonisti, non possono esserlo. Demonizzare l'uno in favore dell'altro significa non aver conoscenza del settore o non esser onesti intellettualmente. L'uno è funzionale all'altro: se il professionismo genera un valore economico, questo valore viene usato anche per sostenere tutto il movimento sottostante. E il movimento di base, quello fatto di bambini e ragazzi, forse un domani, in pochissimi casi, fornirà i campioni per la nostra nazionale. Ma è significativo che il numero di atleti che passano al professionismo sia molto limitato, perché, per il mio personale modo di vedere, sport e movimento devono essere praticati per ben più importanti fini sociali e preventivi.

Il senso della riforma dello sport, che l'attuale Governo ha ereditato dal passato, e che ricordo il Movimento 5 Stelle ha fortemente voluto, è proprio quello di cui ho scritto sopra: aver distinto Sport e Salute spa, una società dello Stato che deve dare massima attenzione allo sport di base, dal Coni che vede occuparsi di preparazione olimpica per far competere il nostro Paese ai massimi vertici mondiali. Due società funzionali l'una all'atra che devono dialogare in maniera costante e costruttiva, ma con obiettivi differenti". (Segue)

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