Ue, Borghi: "Se non riusciamo a cambiarla meglio uscirne". Polemica sulle parole del leghista

D'Uva (M5S): "Ricominciamo a credere nel sogno, restare in Europa per migliorarla". Tajani: "Dichiarazioni sconsiderate"

"Se non riusciamo a cambiare l'Europa secondo me dovremmo uscirne. Le prossime elezioni europee saranno l'ultima chance". Le parole di Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, riaccendono il dibattito su una possibile uscita dell'Italia dall'Ue. Mentre il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, chiede chiarezza al governo - "Troppe ambiguità e dichiarazioni sconsiderate provocano solo danni all'Italia e agli italiani" - il capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera, Francesco D'Uva, dice senza mezzi termini che l'Italia deve restare saldamente in Europa proprio per cercare di cambiarla.

"Vogliamo ricominciare a credere nel sogno europeo, di una grande casa comune che protegga i cittadini e liberi i governi dai vincoli assurdi dell'austerity. Il lavoro - spiega D'Uva - è appena iniziato, Luigi Di Maio sta mettendo insieme un gruppo di movimenti che condividono l'idea di dover cambiare profondamente questa Europa. Perché sia più solidale, perché inizi ad occuparsi dei reali bisogni dei cittadini, perché tuteli le imprese e i produttori locali, e perché chiuda per sempre la stagione dei favori alle lobby e ai grandi interessi finanziari. Ripartiamo dunque da qui: siamo saldamente dentro l'Europa ma per cambiarla. Non abbiamo alcuna intenzione di uscire dalla Ue, per questa ragione sarebbe meglio evitare dichiarazioni che possano mettere a rischio la fiducia degli investitori e di conseguenza la nostra economia".

Durissimo il commento di Anna Maria Bernini, che punta il dito contro Borghi, senza dimenticare una stoccata a D'Uva: "Ci risiamo: il presidente della Commissione Bilancio della Camera riparla dell'uscita dell'Italia dall'euro se alle prossime elezioni europee non vinceranno i populisti. Non gli bastano, evidentemente, i danni già provocati dalla prima versione del contratto di governo, l'impennata dello spread e la fuga degli investitori esteri. Ora basta con questo balletto irresponsabile sull'orlo del baratro, e basta anche con le prese di distanza tattiche come quella del capogruppo D'Uva, che per smentire Borghi ha letteralmente copiato le parole di Berlusconi e di Tajani. Ma chi gli crede più? La maggioranza sta scherzando col fuoco sulla pelle degli italiani, perché con l'uscita dall'euro lo scenario sarebbe devastante, con i risparmi che diminuirebbero di colpo di 225 miliardi di euro, con una immediata svalutazione, del 30 per cento e l'inflazione al 7,5%. Il governo, che ha fatto di tutto per portare l'Italia a un preoccupante isolamento internazionale, ci dica con una sola voce, ora e subito, se vuole uscire o no dall'euro e dall'Europa. L'ambiguità e il doppiogiochismo devono finire una volta per tutte", dichiara la capogruppo di Forza Italia al Senato.

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