Un anno di governo Gentiloni, il premier: "Sulle banche abbiamo evitato la crisi"
Il presidente del Consiglio alla conferenza stampa di fine anno: "E' stata una legislatura decisamente fruttuosa"

L'Italia "non si mette in pausa" e il governo "non tira i remi in barca". Con una doppia metafora il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, conferma che la legislatura è volta al termine, ma il premier è lui fino al governo successivo e il Paese, nel frattempo, non si fermerà. Al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella "spetta il ruolo di regia", ma fino alle prossime elezioni il Governo "non tirerà a campare" e governerà "nei limiti fissati dalla Costituzione e dalle leggi".

COLLE - Il governo si affida alle decisioni del Capo dello Stato e lo ringrazia per il costante ruolo di garante delle istituzioni. Sarà Mattarella a "dettare i tempi e i modi" dei prossimi passaggi istituzionali. In questo quadro si inserisce il colloquio di cortesia al Colle iniziato verso le 15 tra Gentiloni e Mattarella. Nella conferenza stampa di fine anno, Gentiloni - da non dimissionario - rivendica i risultati raggiunti in quella che definisce una legislatura "fruttuosa" nonostante sia nata "in modo strano". "Il mio governo - sottolinea - ha fatto pochi annunci, ma non ha preso poche decisioni".

SINISTRA DI GOVERNO - Sul piano politico, Gentiloni si pone sulla scia di Enrico Letta e Matteo Renzi, suoi predecessori e testimoni di una "sinistra di governo", su cui il premier insiste molto in vista delle prossime politiche. Sul piano dei contenuti, elenca i progressi fatti: dalla crescita, ai posti di lavoro aumentanti fino al deficit su cui, dice, "l'Italia è più che in regola". Gentiloni insiste anche sulla questione migranti - meno arrivi equivale a meno morti in mare, precisa - passando per la missione in Niger, "sacrosanta per gli interessi nazionali" - il resto sono soltanto "illazioni spettacolari" -. Il premier si dice "orgoglioso" poi di avere approvato da ministro il provvedimento sulle unioni civili e, in veste di presidente del Consiglio, quello sul biotestamento.

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