Ultimo giorno alla Leopolda, Renzi risponde a Conte: "Nessun ultimatum al governo"
Ultimo giorno alla Leopolda, Renzi risponde a Conte: "Nessun ultimatum al governo"

 E' Matteo Renzi a chiudere la tre giorni fiorentina della Leopolda. "Chi è stato in Leopolda in questi tre giorni ha visto che questo è un luogo dove sono fiorite delle idee. Dire qualcosa di positivo, proporre idee è fare politica non fare ultimatum. Se propongo di non tartassare le partite Iva non faccio un ultimatum. Noi abbiamo fatto il regime forfettario per le partite Iva, non siamo noi contro mano. Non è arrivato nemmeno un ultimatum al governo da questo salone", dice il fondatore di Italia Viva risponde al premier Conte che ieri sulle critiche alla manovra ha avvertito: "Dobbiamo fare squadra. E chi non la pensa così, è fuori dal governo".

Poi l''ex premier spiega l'alleanza con i 5 Stelle che ha portato al Conte-bis: "C'è una frase che dice: 'Quelli che non cambiano mai idea amano se stessi più che la verità'. Nessuno può dubitare del fatto che noi ci amiamo, ma di fronte al diktat del Papeete di Salvini potevamo scegliere di andare a votare con la certezza che il Paese sarebbe finito nelle mani dei sovranisti, con tre mesi di campagna elettorale di Salvini in costume. Di fronte a questo diktat l'alternativa era una sola: politica. Loro dicono andiamo a votare per coerenza, ma si chiama masochismo. Avremmo dato l'Italia a Salvini e a sovranismo. Sì io ho cambiato idea in nome dell'Italia". 

"Il disegno sovranista di Salvini puntava al Colle", prosegue il senatore fiorentino che sulla tenuta dell'esecutivo e sul prossimo inquilino del Quirinale puntualizza: "Noi non arriveremo alla fine della legislatura perché i parlamentari non vogliono andare a casa. Premesso: i parlamentari non vogliono andare a casa, inutile essere ipocriti. Ma in questa legislatura scade il mandato del presidente della Repubblica e il presidente della Repubblica continua ad avere un ruolo che è fondamentale. E' un ruolo chiave. Se rimane questa legislatura in vita il successore di Sergio Mattarella sarà espressione di forze che credono dell'Europa e non stanno in piazza con Casapound. Non è nella disponibilità di nessuno, né del premier che non è in Parlamento, né di leader politici, che non sono in Parlamento, mettere in discussione il dovere che questa legislatura garantisca una maggioranza europeista e non sovranista per eleggere il presidente della Repubblica. Chi ci accusa di staccare la spina si guardi allo specchio".

Diverse le stoccate al leader della Lega:  "Ieri Salvini ha cercato la rissa parlando dei miei genitori. Dicendo che non sono incensurati, ma chi non è incensurato è Salvini che è stato condannato non in attesa di giudizio come i miei genitori. Poi dice queste cose non guardandomi negli occhi. Pensavo Don Rodrigo e invece è un Don Abbondio".  E ancora rivolto all'ex ministro dell'Interno fa partire un'altra bordata: "Salvini pensava di offendermi dicendomi che ho un 3%. Ti fai fregare da uno col 3%? goditi il Papete che a governare il paese ci pensiamo noi". "Quello che chiamano imbroglio di palazzo - ha aggiunto Renzi - ha un nome, si chiama democrazia parlamentare. La Costituzione è una cosa seria, almeno ogni tanto va letta"

 

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