Ue, Letta: Italia non sia più oggetto di scherno

Roma, 21 mag. (LaPresse) - "Non possiamo permetterci di suscitare dubbi nei mercati e far tornare l'Italia sotto esame, all'ultimo banco, oggetto di scherno e alzate di spalle". Così il presidente del Consiglio Enrico Letta intervenendo nell'aula del Senato per illustrare le posizioni che il Governo porterà domani al Consiglio europeo. Da parte del premier l'intenzione è quella di "trattare in Europa" con "la schiena dritta" per il bene "del nostro Paese".

"L'Europa - dice Letta - è la bussola del cammino di questo governo", a patto che "non si traduca in una gabbia di vincoli, regole e procedure che vogliono salvaguardare la fiducia degli uni verso gli altri ma finiscono spesso per limitare l'azione di tutti, cittadini, famiglie e imprese". Per questo motivo, spiega, "deve far seguire alle parole fatti reali, non possiamo annunciare obiettivi e poi lasciare che passino mesi senza che questi si vedano concretizzati. Abbiamo bisogna di un 'Europa meno lenta, non serve stravolgere i trattati, noi siamo bloccati".

Il rischio è, per Letta, quello dell'implosione. "La vicenda europea - puntualizza il premier - o accelera o si finisce in un vicolo cieco. Ho l'impressione che l'Europa non può andare avanti" facendo soltanto "piccoli passettini. O si svolta negli Stati Uniti d'Europa" oppure la stessa Europa "implode".

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