Ue, Gardini eletta capo delegazione Fi: Non faremo sconti a nessuno

Roma, 1 lug. (LaPresse) - "Ringrazio il presidente Berlusconi e i colleghi del mio partito per l'incarico che mi è stato affidato di capo della delegazione di Forza Italia all'Europarlamento". Così Elisabetta Gardini, neo capo delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, eletta oggi dagli europarlamentari forzisti riuniti a Strasburgo per la prima sessione plenaria. "Sono a Strasburgo dal 2008 - aggiunge -, è per me la seconda legislatura e sono onorata di essere stata scelta per un compito delicato e importante in questo momento storico estremamente difficile per il mio Paese e per l'Europa. Siamo alla vigilia del semestre europeo a guida Italia, abbiamo davanti non solo una grande responsabilità, ma anche un'opportunità da non perdere, quella di esortare e avviare concretamente il cambiamento e il rinnovamento in tutti gli Stati del vecchio continente".

"In tale cornice - afferma Gardini -, come delegazione di Fi, lavoreremo insieme alla grande famiglia del Partito popolare europeo, di cui ci sentiamo parte integrante, con l'obiettivo di rappresentare le istanze di chi come noi reclama con forza crescita e occupazione. E' tempo di abbandonare le politiche cieche del rigore assoluto, seguite finora dall'Ue, e di investire per rilanciare la produttività e quindi creare occupazione, soprattutto per i giovani, di ridurre la pressione fiscale sulle famiglie, di realizzare le riforme strutturali urgenti. Deve essere realmente concessa all'Italia maggiore flessibilità al Patto di stabilità anche alla luce dei sacrifici sopportati finora, i nostri sforzi, il fatto di aver rispettato fino in fondo gli impegni presi, devono essere riconosciuti anche attraverso misure favorevoli al nostro Paese come la valorizzazione del Made in Italy".

"Occorre che da parte dell'Ue - conclude Gardini - ci sia un sostegno vero, tangibile al nostro Paese sul fronte dell'emergenza immigrazione. Saremo una squadra attenta e pronta, non faremo sconti a nessuno, né alle istituzioni europee né al nostro governo".

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