Ue, Bruxelles dà l'ok su riforme Italia ma Renzi rispetti gli impegni

Dalla nostra inviata Nadia Pietrafitta

Bruxelles, 20 mar. (LaPresse) - Apprezzamento e sostegno per il processo di riforme avviato in Italia, ma nessuno sconto sui 'vincoli' di bilancio previsti da Bruxelles. È questa la fotografia della 'prima' di Matteo Renzi al Consiglio europeo, insieme ai grandi del Vecchio continente. Il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso sembra mettere le cose in chiaro prima ancora che il premier italiano abbia messo piede a Bruxelles: ammette di aver "preso nota" delle dichiarazioni fatte negli ultimi giorni dall'inquilino di palazzo Chigi che dimostrano che "si sta impegnando in un programma molto ambizioso di riforme", ma ricorda che allo stesso tempo Renzi "ha detto molto chiaramente che rispetterà tutti gli impegni europei che abbiamo preso insieme". Nessuna deroga ai patti, insomma. La replica del premier italiano arriva a stretto giro di posta. Renzi partecipa, per la prima volta da quando il Pd ha aderito al Pse, alla riunione dei gruppi dei Socialisti europei e, dopo pranzo, al termine dell'incontro, rispondendo a Barroso ribadisce: "L'Italia sta rispettando tutti i vincoli. È uno di quei paesi che i vincoli li rispetta". L'incontro tra i due, per nulla segnato dal botta e risposta a distanza, avviene poco dopo, nella sede della Commissione europea. "Questa volta non ho sbagliato bottone", scherza Renzi in occasione della stretta di mano a beneficio dei fotografi, ricordando con una battuta la 'gaffe' commessa in occasione del bilaterale di Berlino con Angela Merkel, quando - durante gli inni nazionali - aveva abbottonato male il cappotto. Il ghiaccio è sciolto. Renzi continua a scherzare quando Barroso lo invita a sedere alla sua destra. Non c'è problema, dice, ma "c'est tres difficile" aggiunge sottolineando l'appartenenza di Barroso al Ppe. C'è anche il tempo per una battuta sul match ti Europa league che si svolgerà questa sera tra Fiorentina e Juventus, prima che il premier metta sul tavolo del presidente della Commissione europea i dossier che contano. Il faccia a faccia tra i due va avanti per un'ora e mezza ed è un cinguettio del leader Ue a sancire la pace: "Colloquio molto positivo con il primo ministro italiano Matteo Renzi. L'Europa supporterà le riforme in Italia", scrive postando su Twitter anche la foto dell'incontro. Il segretario del Pd ringrazia ("Sono contento che il processo di riforme venga apprezzato in Europa") e ribadisce: "L'Italia non viene qui da studente fuori corso ma come paese che ha fondato l'Ue e che sta rispettando tutti i vincoli, per questo - ammette - faccio fatica a capire le polemiche" relative alla disciplina di bilancio da rispettare. "Da una settimana - accusa - rispondo sempre alle stesse domande. Per i numeri" delle riforme economiche annunciate dasl Governo "si tratta di aspettare qualche giorno e arriverà il Def". Le coperture "sono fuori di dubbio". Di più: "Stiamo rivoluzionando e cambiando l'Italia, chi non si fida delle parole del primo ministro aspetti il Def". Nel pomeriggio ha inizio il Consiglio europeo. Renzi, prima dell'avvio dei lavori, si concede un breve incontro con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente della Repubblica francese Francois Hollande. I tre si scambiano sorrisi e strette di mano, prima di salutare il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy. Il premier, viene spiegato, intende stabilire un contatto personale con tutti gli altri premier ed approfitterà di questa due giorni a Bruxelles per creare un rapporto personale anche con i leader dei Paesi che non ha ancora incontrato ufficialmente. Perché se si vuole cambiare l'Europa (e i suoi vincoli sul bilancio) - è il ragionamento - si deve cambiare tutti insieme. Serve un gioco di squadra.

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