Toti: Chi esce da Fi non mi preoccupa, ora nuova classe dirigente

Roma, 22 dic. (LaPresse) - "I toni si sono alzati troppo, anche se è noto che nel nostro partito non c'è mai stata omologazione di linguaggio e pensiero". Così, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, parla della situazione del suo partito, Forza Italia. "Nessuno di noi ha dubbi sul fatto che a questo Governo si vota la sfiducia, sia sulle banche, dove la responsabilità è collettiva e non solo di un ministro, sia in altri passaggi come sarà quello della legge di Stabilità", prosegue Toti che, a chi gli fa notare i diversi casi di parlamentari 'in fuga' dal partito verso Verdini, risponde: "Questa è veramente l'ultima cosa di cui mi preoccupo, perché questo Parlamento è ormai poco rappresentativo della realtà italiana: dipinge un quadro politico finito, chi cambia casacca, fino a oggi uno su tre, non fa che screditare ulteriormente l'istituzione e se stesso. È indubbio che dobbiamo ridisegnare il centrodestra, ma a sinistra hanno appena subito una scissione e Renzi dal 40% è passato al 30%, perdendo una parte importante del suo elettorato di riferimento". "Serve rinnovare la classe dirigente senza scaricare su Berlusconi tutto il peso delle scelte, ma assumendoci noi stessi la responsabilità di proporre sistemi di selezione - dice il governatore -. Possono essere assemblee degli eletti, consultazioni allargate, ci sono mille modi per ricevere legittimazione dal basso, ma dobbiamo parlarne tutti assieme".

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