Terrorismo, Grasso: No a retorica scontro civiltà per comprimere libertà

Roma, 26 feb. (LaPresse) - "Sono convinto che nel momento di forte emozione e di smarrimento che i nostri cittadini vivono di fronte al crescere della barbarie terroristica e fondamentalista che i media diffondono, sia necessario più che mai non cadere nelle provocazioni di chi persegue la politica della morte e del terrore, richiamandosi alla vuota retorica dello scontro di civiltà, per innescare ancora altro odio e giustificare compressioni delle libertà individuali". Così il presidente del Senato, Pietro Grasso, intervenendo al seminario Onu-Pam con i parlamentari del Maghreb.

RAFFORZARE STRUMENTI LOTTA SENZA INTACCARE DIRITTI. "La minaccia terroristica - ha continuato - impone un rafforzamento delle capacità degli organi preposti alla sicurezza e degli strumenti giuridici per prevenire e reprimere questi fenomeni. Io credo fermamente che questo possa e debba avvenire sempre nel pieno rispetto dei principi generali, dei diritti e dei valori che ispirano le nostre Costituzioni e che sono fissate nel patrimonio condiviso della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale".

RIVEDERE REGOLE TROPPO RESTRITTIVE SU CITTADINANZA. "Prevenire il terrorismo e le radicalizzazioni, nel Maghreb e qui, in Europa, richiede anche che si sottraggano all'emarginazione e all'esclusione delle periferie coloro che sono vittime delle più gravi diseguaglianze, nei cui confronti le ideologie del male hanno un'attrattiva perversa". "Ricondurre alla cittadinanza attiva - ha aggiunto - chi si trova spinto ai margini della società è una priorità assoluta, come è importante, penso al mio Paese, che si rivedano le regole troppo restrittive sull'attribuzione della cittadinanza e dei diritti politici agli immigrati, particolarmente quelli di seconda generazione, che devono tutti sentirsi parte di una collettività plurale, unitaria e coesa".

"Credo che sia dovere di noi politici comprendere che il futuro delle nostre società richiede un progresso culturale, in entrambe le sponde del Mediterraneo, che passa in primo luogo per un profondo rispetto di ogni credo religioso, che non deve mai essere motivo di odio e di discriminazione. Un progresso che impone il riconoscimento che la nostra identità, ciò in cui ci identifichiamo e ci riconosciamo, è fatta anche di alterità, di diversità e di preziosa contaminazione. Un cammino duro perché è difficile liberarsi dei pregiudizi e del peso della storia, ma ineludibile", ha concluso il presidente Grasso.

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