Tav, Toninelli: "Da noi costa tre volte più che in Francia". Scontro con Foietta
Le Maire, collega francese che ha la delega per l'Economia: "Stiamo facendo anche noi un'analisi costi-benefici"

Sulla Tav, il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli attacca il commissario di nomina governativa che gli chiede un confronto, sostenendo che i dati usati finora per difendere l'Alta Velocità sono di parte, e che in Italia l'opera costa tre volte il prezzo che ha in Francia. Toninelli, però, apprezza le parole concilianti di Bruno Le Maire, collega francese che ha la delega per l'Economia ed è venuto in visita a Roma. "Stiamo facendo come loro, un'analisi costi-benefici", ha detto il ministro, ricordando che pure l'esecutivo dove siede Le Maire, guidato dal presidente Macron, ha fatto un analisi del dossier dell'Alta Velocità appena dopo le elezioni.

Le Maire, dopo aver incontrato il suo omologo Giovanni Tria e il vicepremier pentastellato Luigi Di Maio, ha fatto sapere che quest'ultimo, rispetto alle dichiarazioni ufficiali, è molto più "misurato e pedagogico". "Non c'è opposizione sul tunnel, ci sono delle domande legittime - ha detto ancora Le Maire -. Si tratta di un investimento che è molto pesante. Io capisco che l'esecutivo di Roma si domandi quali siano i ritorni. Alla fin fine, è il contribuente che paga un'infrastruttura del genere". Per il ministro francese, "spetta alla parte italiana prendere le decisioni definitive".

Toninelli apprezza questa pazienza "costruttiva" del ministro francese, e spiega che solo dopo un esame serio il governo di Roma farà le sue scelte. Il ministro, inoltre, liquida la richiesta di un incontro di Paolo Foietta, commissario del governo per l'opera che vorrebbe confrontarsi con Toninelli. "Cosa vado a incontrare il commissario Foietta senza dati scientifici? - si chiede il pentastellato - Ora ascolterei solo i suoi". Toninelli sostiene poi che "un chilometro di Tav in Italia costa 60 milioni, in Francia invece ne costa 20", e che le analisi fatte finora "erano di parte".

Lo stesso Foietta ribatte che "le analisi 'scientifiche' e non 'pregiudiziali' si fanno utilizzando tutti i dati e le elaborazioni condotte, anche quelle prodotte in questi anni di duro lavoro dal commissario di governo e dalla sua struttura tecnica e dall'Osservatorio". Quindi, "limitare l'esame solo ai materiali resi disponibili dagli oppositori dell'opera e veicolate dagli 'amici di partito' non mi pare approccio istituzionale corretto".

Fonti del ministero rispondono facendo sapere che l'analisi costi-benefici su tutte le grandi opere viene compiuta con metodo scientifico, econometrico, e senza alcuna posizione preconcetta di partenza. Il risultato per ogni singola opera, fa sapere ancora il dicastero, sarà oggetto di valutazioni politiche "tenendo sempre massimamente presenti gli interessi e l'utilità per i cittadini".

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