Tav, vertice di governo. Conte: "Siamo in dirittura d'arrivo, decideremo venerdì"

Incontro tra il premier, Di Maio, Salvini e Toninelli per cercare una sintesi tra le due anime dell'esecutivo in vista del cda Telt per il via libera ai bandi. Il Pd presenta una mozione di sfiducia contro il ministro dei Trasporti

La decisione sulla Tav da parte del governo arriverà venerdì. Lo ha annunciato il premier Giuseppe Conte al termine del vertice a Palazzo Chigi coi vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini e il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli. L'incontro, programmato per cercare una sintesi tra le due anime dell'esecutivo che restano nettamente divise sull'opera, si è reso necessario in vista del cda di Telt che dovrebbe dare il via libera ai bandi di gara. Pena, la perdita di circa 300 milioni di finanziamenti europei.

"Siamo entrati nella dirittura finale: oggi c'è stata la prima riunione politica e abbiamo iniziato ad esaminare l'analisi costi benefici", ha dichiarato Conte, annunciando la decisione definitiva entro venerdì. Il premier ha assicurato anche che le posizioni dei due vicepremier non peseranno sul tavolo della decisione e che il governo non è in bilico.

Ottimismo e fiducia sono le parole d'ordine e dalla Lega promettono: "Stiamo lavorando per la soluzione migliore partendo da dati oggettivi. La soluzione è nelle mani del presidente Conte, le posizioni di partenza sono note. Siamo fiduciosi che si risolverà tutto per il meglio". 

Le opposizioni, tuttavia, parlano di un nuovo allungamento del brodo, senza alcun passo avanti sostanziale. E il Pd, come annunciato nei giorni scorsi, presenta una mozione di sfiducia contro Toninelli calendarizzata per il 21 marzo in aula al Senato. "Ho appena depositato una mozione di sfiducia contro il ministro Toninelli per la sua irresponsabile gestione della Tav -  dichiara il presidente dei senatori Pd Andrea Marcucci -. Durante la capigruppo chiederò alla Presidente Casellati l'immediata calendarizzazione della sfiducia. La mozione è firmata anche dai colleghi Malpezzi, Mirabelli, Stefano, Valente, Ferrari, Collina, Bini".

 

Entro il 15 marzo Telt, la società franco-italiana che si occupa dei lavori, dovrà sbloccare i bandi di gara da 2,5 miliardi di euro, pena la perdita di 300 degli 813 milioni di finanziamenti europei. La strada del compromesso giallo-verde potrebbe passare attraverso l'ok all'avvio dei bandi di gara. Telt terrà il Cda intorno all'11 marzo: l''exit strategy potrebbe essere sostanzialmente quella di rinviare la decisione politica. Ovvero prendere tempo - circa 6 mesi come previsto dalla legislazione francese - per studiare il dossier con Parigi e Bruxelles e prevedere la possibilità anche di bloccare l'opera. "Se i bandi dovessero partire partirebbero con 6 mesi di manifestazione di interesse. Una scelta che ti dà ancora margini di poter discutere", spiega Luca Carabetta, deputato del M5s. Un'ipotesi che concederebbe a Lega e 5 Stelle di scavallare le europee di maggio 'senza drammi' sui rispettivi elettorati.

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