Svolta in Parlamento: Lavoro raddoppiato, tagliati stipendi e rimborsi

Roma, 19 mar. (LaPresse) - Dopo un pomeriggio di lavoro gomito a gomito, Pietro Grasso, presidente del Senato, e Laura Boldrini, presidente della Camera, hanno deciso alcune misure rivoluzionarie, che in 16 legislature mai nessuno aveva tentato. L'obiettivo è raggiungere risparmi significativi grazie a tagli a tutte le spese dei due rami del Parlamento. Quanto deciso oggi non dovrà però avere il benestare dell'aula, ma solo quello degli Uffici di Presidenza, grillini e Pd non potranno tirarsi indietro, quind potrebbe essere la volta buona.

Le misure nel dettaglio. Innanzitutto i Presidenti si taglieranno del 30% lo stipendio. Analoga riduzione sarà proposta per i titolari delle altre cariche interne in tema di indennità di ufficio e di altre attribuzioni attualmente previste, alcune delle quali potrebbero essere del tutto soppresse, quali ad esempio i fondi per spese di rappresentanza. Una riduzione, a partire dal trenta per cento con l'obiettivo di arrivare al cinquanta, sarà inoltre applicata alle dotazioni delle segreterie particolari degli stessi titolari delle cariche istituzionali. Tutti d'accordo anche nel ridurre il trattamento economico complessivo dei parlamentari, partendo dai rimborsi forfettari in rimborsi a pié di lista, in modo che ogni singola erogazione sia giustificata in relazione alle finalità istituzionali con tanto di pezze giustificative, come tutti i comuni mortali nel resto d'Italia. Si rafforzeranno poi le garanzie per i collaboratori dei parlamentari, mediante contratti di lavoro subordinato, ovviamente a tempo determinato. Finora come noto quello dei portaborse, era un mondo di lavoro in nero o gratuito. Verranno poi pubblicati sui siti internet delle rispettive amministrazioni i dati di tutte le consulenze. Sarà poi chiesto ai dipendenti delle Camere, in servizio e in pensione, di usare la stessa sensibilità e disponibilità, dando concreti segnali di contenimento dei costi: un tema che sarà presto oggetto di dialogo con i sindacati. L'obiettivo è arrivare a lavorare 5 giorni la settimana, almeno 96 ore rispetto alle 48 di oggi. Come noto infatti il Parlamento langue dal giovedì pomeriggio al martedì, langue l'attività ma non i costi.

Un ottimismo, quello di Grasso e Boldrini, che traspare anche dalle loro dichiarazioni in serata 'Ballarò'. "Almeno 5 anni, per noi va bene" si augura come durata della legislatura Pietro Grasso. La Boldrini ha aggiunto: "Non possiamo tornare alle elezioni" e sulle consultazioni che prendono il via domani ha spiegato che "ascolterò e riferirò quanto sentito nella capigruppo" di questo pomeriggio. Sul suo schierarsi o no, la Boldrini ha risposto: "Non sono una persona schierata, mi sono battuta per i diritti umani". Sulla posizione dei grillini, Grasso spiega come finora ci sia stata collaborazione, "specie sui tagli che abbiamo annunciato oggi". "Sono seri, e con una gran voglia di fare, non sono strani" è invece la descrizione dei grillini fornita dalla Boldrini. E proprio in risposta Grillo l'ultima battuta: "Non siamo foglie di fico, ma querce" ha spiegato Grasso citando il pos di ieri del comico.

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