Strage Dacca, Gentiloni: Lunga notte di orrore e agonia
"Le prime valutazioni portano a ritenere attendibili le rivendicazioni fatte da Daesh"

Un ricordo, la richiesta di una risposta unita e un appello alla solidarietà per i musulmani. Questo il filo conduttore dell'informativa tenuta in Sernato dal ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, sulla strage di Dacca dove sono stati uccisi nove italiani e sette giapponesi. Gentiloni ha parlato per le vittime di "una lunga notte di terrore e agonia" poichè alcuni sono stati anche uccisi con un machete. Ma, per il capo della Farnesina, per il quale "secondo le prime valutazioni portano a ritenere attendibili le rivendicazioni fatte da Daesh", "la risposta dell'Italia è di unità, del governo, del parlamento, delle istituzioni coinvolte, delle forze sociali e del mondo della cultura, ma deve anche essere decisa".

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"Dobbiamo - ha continuato - dire con fermezza che Daesh e il terrorismo fondamentalista, a maggior ragione dopo questa strage, non avrà tregua. Da parte nostra, Dacca ci dice che la risposta alla minaccia terroristica è necessaria e deve essere decisa. Ci dice che con questi attentati Daesch risponde con il terrorismo alla sconfitta che subisce sul terreno", ha spiegato il ministro, sottolineando che "la mobilitazione internazionale per la sconfitta dell'Is sul terreno può cancellare l'attrazione simbolica che oggi è il motore principale che attiva questi attentati".

"Se invece interiorizzassimo il discorso dell'incertezza e della paura nel proseguire e condurre fino in fondo il contrasto a Daesh immaginando che la riluttanza nel contrasto potrebbe risparmiare qualche attentato ci sbaglieremmo di grosso: è l'esistenza di Daesh che conduce, con la sua attrazione simbolica, a queste azioni infami". "Abbattere questo simbolo rimane l'obiettivo fondamentale dell'Italia", ha quindi sottolineato aggiungendo tuttavia che "la risposta militare non basta". È per questo che "dobbiamo chiedere la solidarietà dei paesi a maggioranza islamica e la solidarietà della comunità islamica in Italia".

A loro, ha aggiunto, è necessario "offrire solidarietà perché spesso sono loro obiettivi del terrorismo, ma anche chiedere impegno perché, come ripete spesso re Abdallah di Giordania, 'tocca a noi credenti della chiesa islamica battere questi infedeli". Gentiloni ha sollecitato "spirito di solidarietà e impegno anche alla vasta comunità musulmana che vive in pace nel nostro paese, di impegnarsi a viso aperto e unitariamente contro questi terroristi che abusano della vostra religione deturpandola".

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